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Urbanistica Milano

Ex Pirellino, il Riesame: «Pressioni di Boeri in Commissione paesaggio». Respinte le interdittive su Tancredi e Catella

Nel decreto i giudici parlano di “sudditanza” dei componenti e di contiguità tra interessi privati e pubblici ufficiali, ma escludono la gravità indiziaria per misure richieste dalla Procura

25 Febbraio 2026, 09:34

Ex Pirellino, il Riesame: «Pressioni di Boeri in Commissione paesaggio». Respinte le interdittive su Tancredi e Catella

PIRELLINO

Non è stato un “no” legato soltanto a dinamiche interne o all’ombra di un interesse personale del presidente della Commissione. Per il Tribunale del Riesame di Milano, sul progetto immobiliare dell’ex Pirellino a Porta Nuova il punto centrale sarebbe un altro: le pressioni esercitate dall’architetto Stefano Boeri sui componenti della Commissione paesaggio.

Il decreto del Riesame: “pressioni” e “sudditanza”

Nel decreto con cui il Riesame ha respinto la richiesta della Procura di Milano di disporre misure interdittive per induzione indebita nei confronti di Giancarla Tancredi (ex assessore alla Rigenerazione urbana) e Manfredi Catella (fondatore e ceo di Coima), i giudici scrivono che il progetto di Coima sull’ex Pirellino non ottenne parere favorevole dalla Commissione paesaggio il 22 giugno 2023 non per un «indebito interesse» dell’ex presidente Giuseppe Marinoni, ma per le «pressioni» su una «pluralità di componenti» messe in atto «direttamente» da Stefano Boeri.

Pressioni che, secondo quanto riportato, sarebbero state «favorevolmente accolte» perché i componenti si trovavano in una posizione di «sudditanza» descritta come “gratuita”.

L’inchiesta urbanistica e la “contiguità” tra interessi privati e pubblici ufficiali

Il Riesame, nel provvedimento, colloca la vicenda dentro un quadro più ampio: l’inchiesta sull’urbanistica dei pm Petruzzella-Filippini-Clerici, che lo scorso luglio aveva portato a sei arresti per corruzione, poi revocati da Riesame e Cassazione. Secondo i giudici, l’indagine avrebbe mostrato «un’allarmante contiguità e familiarità» tra soggetti «privati, legittimi portatori di interessi speculativi» – come costruttori e fondi immobiliari – e «i pubblici ufficiali deputati, invece, alla realizzazione dell’interesse pubblico».

Ma non basta per il reato: “gravità indiziaria” non ricostruibile su episodi specifici

Il punto di caduta, però, è nel passaggio successivo: per i giudici della libertà sarebbe diverso «ricostruire in termini di gravità indiziaria» e «in relazione a specifici episodi», come quello dell’ex Pirellino, un quadro che dimostri la «subordinazione del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione al perseguimento di uno specifico indebito vantaggio» e quindi la configurazione di un reato.