L'inchiesta
Piersanti Mattarella
Il lavoro degli esperti chiamati a fare chiarezza su una traccia rimasta sul veicolo utilizzato dai killer di Piersanti Mattarella richiederà ancora tempo. I periti incaricati di esaminare l’impronta rinvenuta sulla Fiat 127 hanno infatti chiesto un nuovo termine per il deposito delle conclusioni, dopo un primo rinvio già disposto nei mesi scorsi.
L’obiettivo dell’accertamento è stabilire se la traccia, isolata il 6 gennaio 1980, sia compatibile con il profilo genetico di Nino Madonia o di Giuseppe Lucchese, i due indagati nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto avvenuto 46 anni fa.
A occuparsi delle analisi sono componenti della Forensic Genetic Unit dell’ospedale Careggi di Firenze: il responsabile Ugo Ricci, Elena Carra, docente dell’Università di Palermo, e Carlo Previderè dell’Università di Pavia. Il deposito della relazione è stato ora spostato al mese prossimo, mentre ad aprile è previsto l’incidente probatorio che dovrà valutare l’eventuale compatibilità dei profili.
Nel quadro giudiziario, del delitto sono noti i mandanti, già condannati con sentenza definitiva, ma resta ancora aperto il capitolo degli esecutori materiali.