Venerdì 13 Febbraio 2026

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Greco (Cnf): «Gratteri è caduto nella peggiore demagogia»

Condanna e sconcerto per le parole del procuratore sul referendum dal Consiglio nazionale Forense e dall'Organismo congressuale forense. I magistrati per il Sì: "Ci indaghi tutti"

13 Febbraio 2026, 17:49

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 Greco (Cnf): «Gratteri è caduto nella peggiore demagogia»

«Non posso credere che il Procuratore Nicola Gratteri pensi davvero che voteranno No le “persone perbene” mentre voteranno Sì “massoneria deviata o imputati”. Il magistrato, che stimo per la sua storia e il suo impegno, cade nella peggiore forma di demagogia, arrivando a criminalizzare milioni di cittadini che esprimono un’opinione diversa dalla sua». Lo ha dichiarato Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

«Purtroppo questa affermazione segue di poche ore un’altra falsità detta dal Procuratore Gratteri, quella che la separazione delle carriere avvantaggi solo “ricchi e potenti” e che trasformerebbe il pubblico ministero in un “avvocato dell’accusa” e indebolirebbe le tutele - aggiunge Greco - Anche questo non è vero e non si capisce da cosa tragga questa conclusione. Anche se, ad esser sincero, mi piacerebbe chiedere al Procuratore Gratteri quanti pm conosce che cercano le prove a favore dell'indagato. Quello che conta - e che i sostenitori del No non dicono - è che con la riforma l’obbligatorietà dell’azione penale non viene meno».


Profondo sconcerto e «ferma condanna» per le parole di Gratteri è stato espresso anche dall’Organismo Congressuale Forense, rappresentanza politica dell’Avvocatura Italiana. «Non è tollerabile - dichiara il Coordinatore di OCF Fedele Moretti - che un magistrato utilizzi il proprio ruolo e la propria visibilità per dividere il Paese in fazioni sulla base di una presunta superiorità etica. Chiediamo formalmente che il Consiglio Superiore della Magistratura intervenga con urgenza per richiamare il dott. Gratteri all'ordine e al rispetto dei doveri di riserbo e continenza che la sua funzione impone. Il clima di scontro creato da queste esternazioni lede l'immagine della stessa magistratura».

Dura presa di posizione anche dei magistrati per il Sì. «Nell’assordante silenzio dell’Anm apprendiamo dall’ultima dichiarazione pubblica - resa, ancora una volta, senza contraddittorio - dal Procuratore di Napoli Gratteri che votano “no” “le persone per bene e le persone che credono nella legalità”, mentre votano “sì” “gli indagati, gli imputati, gli appartenenti alla massoneria deviata e a tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente” - scrivono in una nota - Dopo l’inversione a U sul sorteggio e la falsa citazione di Falcone, ora la lectio magistralis sull’identikit del voto. Ci scusiamo con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati da tali affermazioni. La cultura della giurisdizione è per noi comandamento di vita e non vuoto slogan da fiera. Intanto, aumentano le adesioni dei Magistrati che votano Sì. Ci indaghi tutti, sig. Gratteri».