Esplode la rabbia dei familiari delle vittime del rogo di Crans Montana. Un parapiglia tra alcuni parenti dei morti e degli ustionati nell’incendio di Capodanno al bar “Le Constellation” dei coniugi Moretti si è verificato questa mattina, pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica davanti al campus Energypolis a Sion.
Gli indagati sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro, insultandoli e spingendoli davanti a fotografi e telecamere. Jessica Moretti e il marito sono stati ripetutamente definiti «assassini». La donna si è stretta contro il muro. Il marito l’ha abbracciata. C‘'’è stato anche uno scambio verbale tra una madre e Jacques Moretti.
«Avete ucciso mio figlio! 200 mila franchi! E dov’è mio figlio? Voi siete ricchi, la mafia. Dov’è mio figlio, dov’è il mio bambino? Era solo un bambino e non c’è più! La pagherete cara, assassini, li avrete sulla coscienza. Ve ne pentirete. Li avrete sulla coscienza. Non basta l’ergastolo», ha detto la donna al proprietario del locale, in cui la notte di Capodanno sono morte 41 persone e oltre 100 sono rimaste ferite. Il manager ha replicato: «No, non c'è mafia, sono un lavoratore (...). Mi dispiace, mi dispiace, ci prendiamo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia», ha replicato Moretti.
Una scena nettamente diversa da quella dell’11 febbraio quando Leila Micheloud, madre di due vittime, ha incontrato i coniugi durante una pausa dell’udienza. Si sono parlati, si sono stretti la mano, hanno pianto. Ed infatti ha commentato l’avvocato Nicola Meier, che assiste Jacques e Jessica Moretti: «Sono stati i coniugi Moretti a voler incontrare le famiglie delle vittime, lo hanno sempre detto di voler ascoltare e spiegarsi con le famiglie delle vittime che si possono esprimere ma questa non è una spiegazione, è stata un’aggressione, l’avete vista (rivolto ai giornalisti, ndr), c'è stato uno straripamento di tipo fisico non ci aspettavamo che non ci fosse la polizia».
In una pausa dell’interrogatorio di Jessica, l’avvocato Meier è stato a sua volta avvicinato dal fratello di una delle vittime della strage di Crans -Montana, aggredito verbalmente e anche strattonato. È stato pertanto costretto ad allontanarsi dal locale in cui si trovano i giornalisti. In apertura dell’interrogatorio, la procuratrice generale aggiunta del Cantone Vallese Catherine Seppey ha rivolto un appello alle parti «affinché si mantenga la calma e un clima più consono». Intanto, la polizia cantonale vallesana ha annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza. Jessica Moretti, durante l’interrogatorio, ha ammesso: «Non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle». Inoltre, l’imprenditrice, accusata di omicidio, lesioni e incendio colposi ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.