Giovedì 12 Febbraio 2026

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L'esito

Rigopiano, tre funzionari regionali condannati a due anni in Appello

La Corte d’Appello di Perugia riconosce il disastro colposo per la tragedia del 18 gennaio 2017: assolto l’ex sindaco, diverse posizioni prescritte

12 Febbraio 2026, 11:05

Rigopiano, tre funzionari regionali condannati a due anni in Appello

La tragedia di Rigopiano torna al centro dell’attenzione giudiziaria con la sentenza della Corte d’Appello di Perugia, arrivata dopo dieci ore di camera di consiglio. Per il disastro dell’hotel di Farindola, in provincia di Pescara, avvenuto il 18 gennaio 2017 e costato la vita a 29 persone, sono stati condannati a due anni tre dipendenti della Regione Abruzzo.

Si tratta di Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci, ritenuti responsabili di disastro colposo. Assolti invece Sabatino Belmaggio, Emidio Rocco Ernesto Primavera e Carlo Giovani. Assoluzione anche per l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, perché «il fatto non costituisce reato». Prescritte le posizioni del dirigente comunale Enrico Colangeli e dei funzionari della Provincia di Pescara Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio.

Le reazioni delle parti civili

Per l’avvocato Romolo Reboa, legale di alcune famiglie delle vittime, la decisione segna un passaggio significativo: «La sentenza ci dice che l’inettitudine della pubblica amministrazione può uccidere. La Corte d’Appello di Perugia si è uniformata alla decisione della Corte di Cassazione, con una decisione che sarà una pietra miliare per l’Italia».

Reboa auspica ora un intervento della Regione Abruzzo: «Auspico ora che tutti i consiglieri della Regione Abruzzo, maggioranza ed opposizione, convergano in una rettifica del bilancio dell’ente per risarcire immediatamente le famiglie delle povere vittime».

Soddisfazione, seppur parziale, anche nelle parole dell’avvocato Massimiliano Gabrielli: «Ora abbiamo ottenuto la condanna dei funzionari regionali per disastro colposo. Brucia la prescrizione per gli omicidi colposi. Sentire il non luogo a procedere brucia tantissimo».

Dolore e amarezza emergono dalla voce dei familiari. «Per i morti non dovrebbe esistere la prescrizione», afferma Mariangela Di Giorgio, madre di una delle 29 vittime, ricordando come «i nostri figli, genitori, familiari… non ce li ridarà mai nessuno».

La posizione della Regione Abruzzo

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso rispetto per la decisione: «Accogliamo la sentenza con rispetto e con il profondo senso di responsabilità che spetta alle Istituzioni».

«Attendiamo ora la pubblicazione delle motivazioni per poter esprimere una valutazione più completa su quanto stabilito», ha aggiunto, rinnovando «la più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime».