La lettera
Luca Bauccio e Nadia Bolognini
Lettera aperta a Selvaggia Lucarelli, Giorgia Meloni, Pablo Trincia, Matteo Salvini. E altri.
Gentilissimi, perdonate se vi accomuno. Lo so che ci tenete tanto a far sapere che ci sono molte differenze tra voi.
E in effetti siete tanto diversi.
Però su una cosa siete stati uniti e uguali da subito: credere vera la leggenda di Bibbiano. Quante urla, articoli, post, ospitate in TV. Voti e ascolti.
Avete rassicurato tutti che ci fosse stato davvero un mercato dei bambini, un business fondato sugli affidi, sulla manipolazione, sui falsi ricordi, sulle false denunce di abuso.
Dal primo momento, fino ad oggi. Mai un dubbio.
Il processo a Reggio Emilia è finito a luglio: i vostri demoni erano innocenti.
Ora, sono state depositate le motivazioni di quella assoluzione.
Scrivete questo numero: 1650. Sono le pagine, senza errori, che spiegano perché le accuse non avevano fondamento. Erano fantasia. Ogni pagina, una perla. 1650 perle. Leggetele.
La realtà ora è stata messa sotto i vostri occhi.
Gli imputati erano innocenti e, ora, sapete perché. Vittime di una gogna. Sacrificati per scandalo e per errore. Per furore.
Ditelo: scusateci.
Ai figli degli imputati, ditelo: scusateci.
Alle madri e ai padri degli imputati, ditelo: scusateci.
Una sola parola: scusateci.
Non lo direte.
Quella parola non la pronuncerete mai.
Come giocatori di casinò punterete sull'appello, e poi sulla cassazione. E poi su voi stessi. Giudici dei Giudici. Chissenefrega. Voi non perdete mai. Nessuno può darvi torto.
Per questo siete uguali. Siete uguali, anche se di giorno litigate in pubblico, di notte dividete il vostro comune bottino: la verità, la dignità e la vita stessa rubata a chi c'è capitato, per mala sorte sua. E fortuna vostra.
Ma, ora è chiaro, i ladri eravate voi. Ladri di verità.
Siete, ve lo dico serenamente, la faccia diversa e contraria dello stesso identico male: voi stessi, la vostra smisurata ambizione, la vostra sfrontata indifferenza.