Martedì 03 Marzo 2026

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"Angeli e Demoni"

Bauccio: «Una sentenza che chiude la leggenda e restituisce il diritto ai fatti»

Caso Bibbiano, il difensore di Nadia Bolognini: «Una decisione rigorosa e analitica smonta una delle narrazioni più tossiche degli ultimi anni: nessun sistema criminale, nessun complotto, ma metodo, scienza e diritto applicati senza suggestioni»

06 Febbraio 2026, 14:23

07 Febbraio 2026, 17:17

Luca Bauccio e Nadia Bolognini

Luca Bauccio e Nadia Bolognini

«Una sentenza poderosa, precisa, puntuale. Una vera lezione di diritto». A dirlo è Luca Bauccio, difensore della psicoterapeuta Nadia Bolognini, assolta con formula piena nel processo sui presunti affidi illeciti a Bibbiano. La sentenza ha smentito l'esistenza di qualsiasi manipolazione sui bambini da parte della psicoterapeuta, che ha svolto semplicemente un lavoro di cura. Nessuna macchinetta dei ricordi, ma uno strumento, il Neurotek, perfettamente innocuo e utilizzato solo a titolo dimostrativo in un paio di seduto.
«Questa decisione - prosegue Bauccio - restituisce verità e onore all’opera della psicoterapeuta Bolognini, ma rappresenta anche uno straordinario esempio di rigore metodologico, precisione e neutralità nell’esame della realtà. Le verità della scienza sono state scandagliate una per una e, finalmente, la leggenda è stata seppellita. Non c’erano bambini rubati, non c’erano psicoterapeuti che facevano ammalare i minori. Questo era l’aspetto più doloroso e straziante dell’intero processo, e come difensore non posso che sentirmi sollevato: è stata fatta piazza pulita di un enorme inganno che rischiava di inquinare per sempre la verità su ciò che è realmente accaduto a Bibbiano».

È una sentenza analitica, prosegue il legale, «precisa. Il mostro c’era, ma non era nella sala della Cura di Bibbiano. Lì c’erano professionisti preparati, impegnati nella cura del trauma. Questa decisione ristabilisce la verità storica e fa giustizia nel senso più autentico, giuridico e morale. Ora ci si aspetterebbe rispetto. E che chi ha speculato, alimentato paure e costruito leggende facesse un passo indietro. E chiedesse scusa. Perché questa sentenza è uno splendido esempio di come deve operare il diritto: attento ai fatti, indifferente alle suggestioni, impermeabile alla propaganda - conclude -. Qui il diritto, finalmente, abbraccia la scienza».