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A Palermo

Cuffaro accusato anche di corruzione, il Riesame respinge l’appello della Procura su arresti e sequestri

Confermata l’ordinanza del Gip: niente domiciliari per questo reato contestato dalla procura di Palermo. Inammissibile l’appello sull’associazione a delinquere

06 Febbraio 2026, 11:13

Cuffaro accusato anche di corruzione, il Riesame respinge l’appello della Procura su arresti e sequestri

Cuffaro

Il caso Cuffaro registra un nuovo passaggio giudiziario con una decisione che rafforza la linea difensiva. Gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, difensori dell’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, hanno reso noto che il Tribunale del riesame ha rigettato l’appello della Procura, confermando l’ordinanza del Gip che aveva escluso l’applicazione degli arresti domiciliari.

Secondo quanto comunicato dai legali, la decisione è intervenuta «in accoglimento delle tesi ed eccezioni difensive» e ha riguardato l’impianto cautelare complessivo. Il Riesame ha infatti respinto l’impugnazione proposta contro il provvedimento del giudice per le indagini preliminari che aveva rigettato la richiesta di misura per la corruzione contestata, oltre che a Cuffaro, anche al deputato regionale Carmelo Pace, all’imprenditore favarese Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino.

La pronuncia del Tribunale del riesame ha inoltre inciso su altri profili centrali dell’inchiesta. È stata infatti rigettata la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro, così come è stata esclusa la riqualificazione della vicenda Dussmann in corruzione, passaggio ritenuto non sostenibile dal collegio. Sul fronte più grave, infine, il Riesame ha dichiarato inammissibile l’appello della Procura in relazione all’ipotesi di associazione a delinquere.