Mercoledì 04 Febbraio 2026

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Riforma della giustizia

Nordio a Milano: «Riforma senza intenti punitivi, dopo il referendum dialogo con magistratura e avvocatura»

All’inaugurazione dell’anno giudiziario il Guardasigilli esclude effetti politici e apre al confronto sulle norme attuative

02 Febbraio 2026, 09:21

Nordio a Milano: «Riforma senza intenti punitivi, dopo il referendum dialogo con magistratura e avvocatura»

ARRIVO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO

Un messaggio di rassicurazione e apertura al confronto arriva dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano. Al centro del suo discorso la riforma giustizia e il referendum imminente, che secondo il Guardasigilli non deve essere letto in chiave di scontro politico o istituzionale.

«Questa riforma non avrà e non deve avere effetti politici», ha affermato Nordio, chiarendo che qualunque sia l’esito del voto popolare il governo si atterrà al rispetto della volontà degli elettori. «Se dovessero prevalere i no accetteremo con grandissimo rispetto la volontà popolare, se dovessero prevalere i sì lungi dall’avere intenti persecutori inizieremo subito il giorno dopo un dialogo con la magistratura, con l’avvocatura e con il mondo accademico», ha spiegato, indicando come priorità la fase delle norme attuative.

Il ministro ha ribadito che la riforma «non è fatta contro nessuno o a favore di qualcuno» e che non mira né a punire la magistratura né a rafforzare l’esecutivo. «Non è fatta per rafforzare il governo che non ne ha bisogno», ha aggiunto, respingendo le accuse di un disegno punitivo nei confronti dell’ordine giudiziario.

Nel corso dell’intervento, Nordio ha affrontato anche uno dei nodi più discussi, quello dei criteri di sorteggio e delle garanzie nei procedimenti disciplinari. «Tutti i criteri del sorteggio sono in fieri: su quelli un dialogo può essere trovato», ha assicurato, aprendo alla possibilità di modifiche attraverso il confronto. Allo stesso modo, ha spiegato che anche la disciplina dei ricorsi è oggetto di valutazione.

In particolare, il ministro ha respinto l’idea che la riforma escluda il controllo della Corte di Cassazione. «Non è vero che sia precluso il ricorso per Cassazione», ha sottolineato, precisando che l’articolo istitutivo dell’Alta Corte disciplinare prevede il passaggio davanti al plenum in seconda istanza, ma «non dice affatto che sia escluso l’articolo 111 della Costituzione». Un chiarimento volto a rassicurare sul rispetto delle garanzie costituzionali.

Nordio ha concluso richiamando l’importanza di un clima di confronto corretto e istituzionale. «Abbiamo avuto la possibilità di iniziare un dialogo, sia pure da posizioni spesso molto diverse», ha detto, auspicando che il dibattito prosegua fino al referendum in modo «pacato, razionale, fondato su argomentazioni giuridiche e costituzionali», evitando derive emotive e affermazioni improprie.