C'è chi dice no
Corte dei Conti
Nuovo scontro istituzionale sullo scudo erariale. L’Associazione Magistrati della Corte dei conti esprime forte preoccupazione per gli emendamenti presentati in sede di conversione del decreto Milleproroghe, che puntano a estendere fino al 31 dicembre 2026 il regime di limitazione della responsabilità amministrativa per danno erariale.
In una nota ufficiale, i magistrati contabili dichiarano di aver appreso «con stupore» della proposta parlamentare e avvertono che una simile scelta comporterebbe il prolungamento dell’esonero dalla responsabilità per colpa grave per i danni arrecati alle finanze pubbliche, nonostante la recente riforma della Corte dei conti.
Secondo l’associazione, il legislatore è intervenuto solo poche settimane fa sulla materia, introducendo limiti già rilevanti alla responsabilità risarcitoria. La riforma ha infatti ridotto il risarcimento massimo al 30% del danno accertato, con un tetto pari a due annualità di stipendio, e ha fornito una definizione puntuale della nozione di colpa grave. In questo contesto, una nuova proroga dello scudo verrebbe considerata incoerente rispetto all’assetto appena stabilizzato.
La nota sottolinea che un’ulteriore estensione temporale dello scudo «indebolirebbe in modo significativo il sistema delle responsabilità e la tutela delle risorse pubbliche», risultando in contrasto con l’impostazione di sistema scelta di recente dal legislatore e con gli orientamenti della giurisprudenza costituzionale, che aveva qualificato lo strumento come eccezionale e temporaneo.
I magistrati contabili richiamano la necessità di stabilità normativa su un terreno delicato come quello della responsabilità amministrativa, evitando interventi episodici. L’auspicio rivolto al Parlamento italiano è esplicito: «non procedere a un nuovo intervento estemporaneo su un tema che richiede invece scelte ponderate e stabili, capaci di assicurare un equilibrato bilanciamento tra efficienza dell’azione amministrativa e salvaguardia degli interessi e delle risorse pubbliche».