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L'unione fa la forza

Il professor Zanon al Cnf: «Avvocatura in prima linea per la verità sulla riforma»

Il referendum sulla giustizia al centro dell'incontro tra il presidente del "Comitato Sì Riforma" e il vertice del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco

23 Gennaio 2026, 10:45

Il professor Zanon al Cnf: «Avvocatura in prima linea per la verità sulla riforma»

Il presidente del Cnf, Francesco Greco con il professore Zanon

Nicolò Zanon, presidente del “Comitato Sì Riforma”, ha incontrato ieri il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, in via Del Governo Vecchio alla presenza anche di altri consiglieri Cnf e delle componenti del “Comitato Sì Riforma”, nonché consigliere del Csm, Isabella Bertolini e Claudia Eccher. «Il Comitato Sì Riforma – ha commentato il professor Zanon - ha appreso con favore che tutti i componenti del Consiglio nazionale forense, a titolo personale, si esprimano a sostegno della riforma sulla separazione delle carriere». Un plauso è giunto per l’approccio dell’avvocatura istituzionale in merito all’appuntamento del voto di marzo.

«Apprezziamo in particolare - ha affermato Zanon - il metodo scelto dal Consiglio nazionale forense, che ha evitato di schierare l’istituzione, a differenza di quanto avvenuto in altre realtà che hanno invece impegnato formalmente l’ente».

È evidente il riferimento all’Associazione nazionale magistrati, che è integralmente parte costitutiva del “Comitato giusto dire No”. Secondo Nicolò Zanon, in questo momento è importante un’informazione corretta sul quesito del referendum. «Registriamo con soddisfazione - ha aggiunto il presidente del “Comitato Sì Riforma” - la sinergia, la collaborazione e l’impegno comune in questa battaglia di chiarezza e trasparenza per garantire un’informazione corretta sui contenuti della riforma, anche sui territori, lontana da slogan fallaci che confondono i cittadini e spostano l’attenzione su aspetti non presenti nel testo».

La presa di posizione è molto chiara: Nicolò Zanon ha dichiarato di impegnarsi in prima linea a favore dell’intero schieramento per il Sì in occasione del voto in programma il 22 e il 23 marzo prossimi.

Al “Comitato Sì riforma” hanno aderito come fondatori due importanti esponenti dell’avvocatura: il presidente del Cnf, Francesco Greco, e il consigliere Cnf, Vittorio Minervini (vicepresidente della Fai-Fondazione dell’avvocatura italiana).

«Sono fermamente convinto – commenta il presidente Greco -, come avvocato che da quasi quarant’anni esercita la professione forense, della necessità di una riforma per raggiungere l’obiettivo del giusto processo. È assolutamente necessario, considerato che la nostra Costituzione richiede il giusto processo, un impegno per ribadire l’importanza di alcuni principi di civiltà giuridica del nostro ordinamento. Il mio è un impegno a titolo personale, voglio sottolinearlo, in tutte le occasioni che si stanno presentando e che si presenteranno per dare le indicazioni più chiare possibili nell’illustrazione delle ragioni del Sì».

Tutti i componenti del Consiglio nazionale forense hanno aderito, a titolo personale, al Comitato per il SÌ delle Camere Penali.

Si tratta di una scelta dettata dal fatto che la riforma costituzionale, sottoposta al voto dei cittadini fra due mesi, nasce da una «evoluzione delle previsioni della Carta Costituzionale in funzione di una più efficace attuazione dei principi del giusto processo di cui all’articolo 111 della Costituzione».

L’adesione al Comitato per il Sì delle Camere penali, inoltre, non «risponde a logiche di schieramento politico, di maggioranze e minoranze, di partiti o gruppi».

L’impegno dell’Unione delle Camere Penali italiane ha, come ribadito dai consiglieri del Cnf, «il merito di avere, per tanti anni e con grande pervicacia, sostenuto e perseguito l’idea della separazione delle carriere, riuscendo sempre a collocarla ben al di sopra di logiche di parte o appartenenza bensì sul piano della più efficace tutela dei diritti dei cittadini e sul percorso di un esercizio della giurisdizione sempre più coerente con i principi costituzionali del giusto processo».

Il Comitato per il SÌ ha accolto pertanto con particolare soddisfazione tale iniziativa, ritenendo che la domanda di adesione, in quanto proveniente dai soggetti massimamente rappresentativi dell’avvocatura istituzionale costituisca l’espressione più significativa della vocazione riformatrice del ceto forense in adesione ai valori costituzionali, democratici e repubblicani del processo accusatorio.