Lunedì 16 Febbraio 2026

×

Giustizia e informazione

Gaeta: «Sicurezza percepita spesso irrazionale, servono equilibrio e regole chiare»

Il procuratore generale della Cassazione richiama privacy e presunzione di innocenza nel rapporto tra giustizia, media e cittadini

21 Gennaio 2026, 13:06

Gaeta: «Sicurezza percepita spesso irrazionale, servono equilibrio e regole chiare»

L’informazione sui fatti di reato deve muoversi su un crinale delicato, tenendo insieme diritti fondamentali e bisogno di sicurezza dei cittadini. A ribadirlo è stato Pietro Gaeta, procuratore generale presso la Corte di Cassazione, intervenendo alla Scuola superiore di polizia nel corso del dibattito “La percezione di sicurezza dei cittadini tra il diritto alla privacy, presunzione di innocenza e il diritto all’informazione”, organizzato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.

Secondo Gaeta, esistono “pilastri dello Stato di diritto che non si possono ignorare”, come il diritto alla privacy e la presunzione di innocenza, che devono sempre guidare la comunicazione giudiziaria. Allo stesso tempo, però, occorre fare i conti con una percezione diffusa di insicurezza che, dati alla mano, appare spesso sproporzionata. Il procuratore generale ha ricordato che gli omicidi commessi in Italia in un anno sono scesi da 340 a 314, a fronte dei 377 registrati nella sola New York nello stesso periodo, e che, rapportati alla popolazione, sono circa la metà di quelli della Francia.

Nel suo intervento, Gaeta ha ripercorso anche l’evoluzione normativa degli ultimi anni. “Negli ultimi cinque anni – ha spiegato – due interventi legislativi, nel 2012 e nel 2024, hanno modificato profondamente i rapporti tra pubblici ministeri e forze di polizia in materia di informazione”. Oggi spetta ai procuratori mantenere i rapporti con i media e promuovere conferenze stampa solo in presenza di un reale interesse pubblico.

Sul punto, la Corte di Cassazione ha già emanato criteri direttivi nell’aprile del 2022, che ora – ha annunciato Gaeta – sono in fase di aggiornamento. “Non credo ci sia tanto da cambiare – ha precisato – quanto da migliorare, rafforzare e soprattutto uniformare, per superare le disomogeneità interpretative che si registrano soprattutto a livello territoriale”.

In chiusura, il procuratore generale ha espresso apprezzamento per una parte della legislazione del 2021 rimasta finora in secondo piano: la possibilità di delegare gli organi di polizia a fornire alcune informazioni. Un rapporto più diretto tra forze dell’ordine e cittadini, secondo Gaeta, potrebbe contribuire a incidere più efficacemente su quella percezione di insicurezza che, allo stato, “appare abbastanza irragionevole e non confortata dai numeri”.