Martedì 20 Gennaio 2026

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Giudicato cautelare

Minervini dopo la Cassazione: «Nessun presupposto per l’arresto, resta amarezza»

L’ex sindaco di Molfetta commenta l’annullamento senza rinvio dei domiciliari: «Incisa la mia vita pubblica e privata»

20 Gennaio 2026, 10:08

Minervini dopo la Cassazione: «Nessun presupposto per l’arresto, resta amarezza»

TOMMASO MINERVINI EX SINDACO CITTA' DI MOLFETTA

La sentenza parla da sola e certifica che non vi erano i presupposti minimi per applicare una misura cautelare così afflittiva. È con queste parole che Tommaso Minervini, ex sindaco di Molfetta, commenta all’Adnkronos la decisione della Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi ha annullato senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

Minervini era stato sottoposto agli arresti domiciliari lo scorso 6 giugno nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Trani, che ipotizzava a suo carico i reati di corruzione e turbativa d’asta. Al centro delle indagini, la gestione di alcune gare d’appalto per importanti opere pubbliche cittadine, tra cui la nuova area mercatale, il porto commerciale e lo sportello per l’impiego Porta Futuro.

«C’è rabbia, delusione e amarezza – afferma Minervini – per il fatto che quel provvedimento ha avuto un’incidenza sulla mia vita pubblica, oltre che su quella privata mia e degli altri co-indagati». L’ex primo cittadino ricorda di essere rimasto ai domiciliari per oltre venti giorni, prima che il Tribunale del Riesame revocasse la misura, trasformandola in un divieto di dimora limitato agli uffici del Comune.

Nel frattempo, la vicenda giudiziaria aveva prodotto effetti politici rilevanti. Durante l’estate il prefetto di Bari aveva sospeso Minervini dalla carica di sindaco e, nel mese di ottobre, il Consiglio comunale di Molfetta era stato sciolto dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri. Secondo la Suprema Corte, però, mancavano gli indizi di colpevolezza minimi per giustificare l’arresto.

«Ovviamente le indagini non sono formalmente concluse – prosegue Minervini – e attenderemo gli sviluppi. Ma questa fase, relativa alla libertà personale e al condizionamento democratico delle vicende locali, poteva essere evitata». L’ex sindaco richiama poi un principio di responsabilità istituzionale: «Come Socrate, facciamo parte delle istituzioni e quindi accettiamo il sistema».

Quanto a un possibile ritorno sulla scena politica, Minervini preferisce la cautela. «Aspetto di leggere le motivazioni della Cassazione. Poi vedremo. In questo momento sono ancora concentrato su una vicenda che ha visto comprimere la mia libertà e quella di altre persone. Siamo in una fase di amara riflessione». Sul collegamento con il referendum sulla separazione delle carriere dei giudici, si limita a dire: «Mi auguro che non ci sia».