Inchiesta Dda
Il tribunale di Genova
Una decisione destinata a incidere in modo significativo sull’impianto probatorio dell’inchiesta. Il Tribunale del Riesame di Genova ha accolto la richiesta di scarcerazione per tre degli arrestati nell’indagine della Direzione distrettuale antimafia sui presunti finanziamenti a Hamas.
A tornare in libertà sono Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, 52 anni, Raed Al Salahat, 48 anni, e Khalil Abu Deiah, 62 anni. I tre sono difesi dagli avvocati Nicola Canestrini, Samuele Zucchini, Emanuele Tambuscio e Sandro Clementi.
Restano invece in carcere Mohammad Hannoun, 63 anni, presidente dell’associazione palestinesi in Italia, Yaser Mohamed Rmdan Elasaly, 51 anni, Riyad Adbelrahim Jaber Albustanjı, 60 anni, e RàEd Hussny Mousa Dawoud, 52 anni.
In una nota diffusa dall’avvocato Canestrini si legge che «il Tribunale del Riesame di Genova ha depositato oggi il dispositivo del provvedimento relativo all’indagine che coinvolge materiale fornito dalle autorità israeliane». Le motivazioni della decisione saranno depositate nelle prossime settimane, ma dal dispositivo emergerebbe un punto dirimente sul piano dei principi.
Secondo quanto riferito dalla difesa, il Tribunale avrebbe infatti «escluso l’utilizzabilità della cosiddetta “battlefield evidence” di provenienza israeliana, segnando una netta presa di distanza dalla strumentalizzazione giudiziaria di materiali di intelligence militare». Per i profili residui, i giudici avrebbero ritenuto di poter valutare separatamente la sussistenza degli indizi sulla base di fonti diverse rispetto a quelle di matrice militare.
«È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra», ha commentato Canestrini, sottolineando che «la lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie». Il legale ha poi ribadito che, in attesa delle motivazioni complete, «vale per tutti la presunzione di innocenza» e che la difesa continuerà a vigilare «con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari».