Mercoledì 14 Gennaio 2026

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Giustizia negata

Enrico Costa denuncia 100 casi di ingiusta detenzione

Alla Camera la rassegna curata dal deputato di Forza Italia: «Arresti sbagliati, vite stravolte e nessuno che paga»

14 Gennaio 2026, 10:16

Costa attacca l’Anm: «Intreccio tra magistrati e finanziatori del No»

Enrico Costa, deputato di Forza Italia

“Alle 4 del mattino, storie di vite stravolte”. È questo il titolo scelto da Enrico Costa per la pubblicazione–rassegna stampa che raccoglie cento casi di ingiusta detenzione, presentata oggi nella Sala Stampa della Camera dei deputati. Un titolo che non è casuale, come spiega lo stesso Costa: “Perché le 4 del mattino ricorrono nella stragrande maggioranza dei casi. Ti piombano in casa a quell’ora e la vita è stravolta”.

Nel suo intervento, il vicepresidente di Forza Italia della Commissione Giustizia alla Camera traccia un quadro durissimo del sistema. Le ingiuste detenzioni, sottolinea, nascono spesso da “errori giganteschi: omonimie, scambi di persona, intercettazioni male trascritte, testimonianze farlocche”. Errori che hanno un impatto devastante su chi li subisce, ma che raramente producono conseguenze per chi li commette.

Secondo i calcoli illustrati da Costa, dal 1992 a oggi gli innocenti arrestati e poi assolti sarebbero almeno 100mila. Un numero che va ben oltre le 32.262 persone che hanno ottenuto dallo Stato la riparazione per ingiusta detenzione. A queste, spiega il deputato, vanno aggiunti tutti coloro ai quali il risarcimento è stato negato da una giurisprudenza definita “vergognosa”, che rigetta oltre il 50% delle domande, e anche i tantissimi innocenti che non hanno mai presentato richiesta, per motivi economici, psicologici o per sfiducia nel sistema.

Il punto centrale della denuncia riguarda l’assenza di responsabilità. «Chi sbaglia non paga mai. Neanche viene chiamato a rispondere», afferma Costa, criticando un approccio che considera le ingiuste detenzioni come «fisiologiche conseguenze collaterali delle indagini». In questo schema, osserva, chi subisce l’errore dovrebbe accontentarsi del risarcimento, quando riesce a ottenerlo, senza che vi sia alcuna verifica sugli errori commessi.

Ancora più severo il giudizio sul sistema di valutazione della magistratura. «Riavvolgere il nastro per valutare errori e sanzioni? Manco per idea», afferma Costa, sottolineando come i magistrati coinvolti in casi di ingiusta detenzione abbiano continuato «serenamente la loro carriera», sostenuti da valutazioni di professionalità positive «al 99%» da parte del Csm. Un meccanismo che, secondo il deputato, contribuisce a rendere strutturale l’assenza di responsabilità e a perpetuare un sistema che non impara dai propri errori.