Giustizia vaticana
Il cardinale Becciu
Il processo vaticano sullo scandalo finanziario legato alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato registra una svolta rilevante. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi ha infatti lasciato il procedimento di Appello che vede tra gli imputati il cardinale Angelo Becciu, dopo che la Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano ha dichiarato inammissibile il suo ricorso.
La Suprema Corte vaticana ha stabilito la «definitività della sentenza pronunciata» dal Tribunale il 16 dicembre 2023 nella parte in cui «non ha riconosciuto la penale responsabilità degli imputati, persone fisiche e persone giuridiche». Una decisione che consolida quindi le assoluzioni già pronunciate in primo grado per una parte rilevante delle accuse.
La Cassazione era stata chiamata a pronunciarsi anche sulla ricusazione di Diddi, ma la questione è stata superata perché lo stesso Promotore di Giustizia ha trasmesso alla Cancelleria una dichiarazione di astensione. In questo modo, l’organo giudicante ha preso atto dell’uscita di scena del pm dal procedimento.
Resta comunque in piedi l’appello delle difese, che potrebbe portare a un esito ancora più favorevole per gli imputati nel giudizio di secondo grado. A partire dal 3 febbraio, l’accusa sarà rappresentata in aula dal promotore aggiunto Roberto Zannotti.
I difensori del cardinale Becciu, Maria Concetta Marzo e Fabio Viglione, hanno espresso soddisfazione per la decisione della Cassazione: «La Corte ha confermato l’inammissibilità dell’appello presentato dal Promotore di Giustizia e ha preso atto della sua astensione. Accogliamo con soddisfazione questa decisione, che rende ora definitive le assoluzioni per quelle accuse già ritenute infondate dalla sentenza di primo grado». I legali aggiungono: «Confidiamo che il giudizio di appello possa affermare l’innocenza del Cardinale in modo completo, anche per le residue contestazioni».