Jacques Moretti rimane in carcere. È quanto ha stabilito il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese nei confronti dell’uomo, proprietario e gestore del bar Le Constellation, a Crans-Montana, dove la notte di capodanno sono morte 40 persone, di cui sei italiane, a causa di un incendio. La decisione è stata presa per un periodo iniziale di tre mesi.
Il Tmc ha quindi accolto la richiesta di custodia cautelare presentata dalla procura, confermando la scelta di incarcerare provvisoriamente il gestore al termine dell’udienza di venerdì scorso. Il Tribunale si è però dichiarato «disponibile a revocare la custodia cautelare a fronte di diverse misure richieste in via subordinata dal pubblico ministero, tra cui in particolare il versamento di cauzioni e misure adeguate per contrastare il rischio di fuga. Poiché la fissazione delle cauzioni richiede un’istruttoria minuziosa, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà». Il Tribunale ha ricordato che «la custodia cautelare è una detenzione procedurale destinata esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini» e, dunque, Jacques Moretti rimane presunto innocente.
Sempre oggi, la procura del Vallese ha respinto la richiesta del comune di Crans-Montana di costituirsi parte civile, secondo quanto riporta Rts. Appena due giorni dopo la tragedia del 1 gennaio, il consiglio comunale di Crans-Montana annunciò infatti di aver preso «la decisione unanime» di costituirsi “parte civile” nel procedimento penale, una dichiarazione che suscitò scalpore. Se da un lato il Comune dichiara di essere vittima dell’accaduto, dall’altro riconosce di non aver compiuto per 5 anni le ispezioni al Le Constellation. Carenze che potrebbero comportare azioni legali nei confronti di alcuni dipendenti comunali. «Ritengo che il Comune non possa essere considerato parte attrice», ha scritto la procura nelle motivazioni, «in quanto la parte lesa è costituita da qualsiasi persona i cui diritti siano stati direttamente lesi da un reato» e non in quanto «autorità incaricata della tutela degli interessi pubblici».
Intanto anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo con l’accusa di disastro colposo. Nel fascicolo, al momento contro ignoti, rubricate pure le fattispecie di incendio, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antifortunistica. I magistrati romani hanno avviato da giorni contatti con le autorità svizzere e nelle prossime ore invieranno una rogatoria per avere la lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori e l'attività istruttoria svolta sinora dalla autorità giudiziaria elvetica.
Si è svolta oggi, a tal proposito, l'autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nella strage di Capodanno. L’esame autoptico è stato disposto dalla procura di Roma per accertare le cause del decesso. Nel procedimento i pm di piazzale Clodio hanno delegato per le autopsie delle altre giovani vittime italiane le procure dí Milano, Bologna e Genova che poi trasmetteranno gli esiti agli inquirenti della Capitale, competenti per gli italiani morti all'estero.