Lunedì 12 Gennaio 2026

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“Firmate per abrogare la legge Nordio”, il referendum “creativo” dei 5 Stelle

Clamoroso strafalcione di Barbara Floridia, presidente “contiana” della Vigilanza Rai: in un post su “X” (poi rimosso) confonde la consultazione confermativa con il voto popolare che cancella le norme

12 Gennaio 2026, 15:52

17:18

Barbara Floridia e Giuseppe Conte

Barbara Floridia è la presidente della Vigilanza Rai. È una senatrice dei 5 Stelle: la bicamerale che “controlla” la tv pubblica è, come sempre, guidata da un parlamentare d’opposizione.

Chi riveste un così prestigioso incarico dovrebbe conoscere, tra l’altro, la differenza tra referendum confermativo e referendum abrogativo (il secondo può cancellare le norme ordinarie ma non i principi della Costituzione). Ma sabato scorso Floridia ha pubblicato su “X” il seguente post: “Ve lo dico subito: non hanno alcun interesse a farvi sapere che esiste uno strumento concreto per cancellare la riforma Nordio sulla giustizia. Si chiama referendum abrogativo. Ma per attivarlo servono 500mila firme. In meno di un mese siamo già quasi a 300mila...”.

La senatrice pentastellata ha rimosso tutto poche ore dopo, di fronte alla valanga di repliche che le facevano notare il clamoroso strafalcione (la riforma con cui Nordio separa le carriere sarà sottoposta a referendum confermativo, e lo sarebbe anche se i cosiddetti “volontari” non riuscissero a raccogliere le 500mila firme). Capita. Una svista non comporta uno stigma perenne. Eppure l’impressione è che l’episodio segnali il più generale atteggiamento di una parte della politica nei confronti della giustizia.

Li chiamano, appunto, “giustizialisti”: non guardano in faccia a nessuno e a niente. Manco alla Costituzione. Tanto meno all’articolo 27, dove i padri del 1948 scolpirono il principio noto come presunzione d’innocenza. Chissà, a volte un filo di attenzione in più per la verità aiuterebbe a capire che l’indagine di un pm non fa non di un avversario politico un mariuolo. E che non tutti i referendum sono uguali.