Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un incendio ha ucciso 40 giovani clienti e ne ha feriti altri 116, è stato arrestato al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore. Il provvedimento dovrà essere confermato entro 48 ore dal giudice dei provvedimenti coercitivi del tribunale del Canton Vallese. La moglie Jessica è stata posta invece agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico: la misura è stata presa poiché deve accudire un figlio di dieci mesi.
La procuratrice di Sion Beatrice Pilloud ha preso la decisione per l’uomo a causa di un «potenziale rischio di fuga». Escluso l’inquinamento probatorio, benché sia emerso anche che la coppia aveva cancellato i loro profili social che potevano contenere foto e video potenzialmente compromettenti, visti gli enormi problemi di sicurezza emersi nel locale di Cras-Montana.
Moretti è uscito a bordo di un cellulare della polizia cantonale. La moglie Jessica Moretti è invece uscita dagli uffici della procura accompagnata dai suoi avvocati. Piangendo, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia inimmaginabile, che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi».
I coniugi sono accusati dei reati di omicidio, lesioni e incendio colposi. In procura erano presenti anche gli avvocati che rappresentano le vittime, Sebastien Fanti e Romain Jordan. «Al termine dell'interrogatorio il procuratore generale ha auspicato di avere da lui una serie di garanzie, le ha proposte e il mio cliente le ha immediatamente accettate e nel giro di 48 ore le depositerò al tribunale competente per le valutazioni», ha specificato l'avvocato Patrick Michod, legale di Jacques Moretti.
«Non ci daremo alla macchia né ci nascondiamo. Siamo persone serie, non delinquenti», ha detto il padre di Jacques Moretti, Matthieu, citato dal quotidiano Le Figaro. «Conosco mio figlio - ha proseguito - non scapperà mai. È una questione d'onore. Pensiamo alle vittime, anche noi abbiamo perso persone care e persone a cui vogliamo bene. Piangiamo ogni giorno. Non riesco più a dormire. Ora, se la stampa vuole fare a pezzi Jacques, sono affari suoi. Alla fine – ha concluso - risponderemo solo alla giustizia. Mio figlio è responsabile perché è il suo locale, ma resta da vedere se è colpevole».
«La notizia dell'arresto è già una cosa buona»: così, invece, i genitori di Riccardo Minghetti, Carla e Massimo. «Sono più arrabbiata con il governo perché i delinquenti ci sono ovunque, ma il governo deve fare i controlli e lì la colpa è del Comune che non ha fatto i controlli», ha aggiunto la madre del giovane, morto nel rogo. «Ora dobbiamo stare molto attenti perché la Procuratrice ha già fatto vari errori, ce lo confermano tanti amici avvocati che si stanno adoperando per aiutarci».
Il dolore delle famiglie e la compassione dell'opinione pubblica sono venati da un legittimo senso di rabbia e sgomento. Come è potuto accadere un simile orrore? Qualcuno doveva controllare e non lo ha fatto? Diversi interrogativi sono stati sollevati in merito a possibili negligenze, violazioni delle norme di sicurezza, pianificazione ed evacuazione, nonché ai materiali utilizzati nei lavori di ristrutturazione del locale.
Nei giorni scorsi i provvedimenti restrittivi nei confronti dei coniugi Moretti non erano stati ritenuti necessari. Oggi invece l’inversione di marcia: la procuratrice ha definito «concreto» il rischio di fuga per Moretti «tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero». A ciò va aggiunto il fatto che l'indagato è cittadino francese e che la Francia non concede facilmente l'estradizione. Su questa decisione avrà però anche pesato la pressione mediatica e quella da parte delle famiglie delle vittime e dei loro avvocati?
Il presidente della Repubblica è voluto volare a Zurigo per incontrare i familiari di due ragazzi, Elsa Rubino, 15 anni, di Biella, e Leonardo Bove, 16 anni, di Milano, ricoverati in condizioni critiche all’ospedale universitario. Successivamente si è intrattenuto con i medici in ospedale: «Sono venuto qui per ringraziarvi e per trasmettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera coinvolta nell’angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi». Alle 11 Mattarella si è quindi spostato in aereo a Ginevra, e da lì ha raggiunto in auto la cittadina di Martigny, dove si è tenuta si tiene la cerimonia di commemorazione delle vittime voluta dal governo svizzero, alla quale hanno partecipato il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin e quello francese Emmanuel Macron, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e altri capi di stato: le vittime sono di 19 nazionalità diverse.