Febbraio scorso. Roma. Università La Sapienza. All'improvviso, il buio. Monitor neri. Sistemi paralizzati. Niente prenotazioni per gli esami, niente informazioni sulle tasse, docenti irraggiungibili. Il centro d'eccellenza più antico e grande d'Europa, è finito al tappeto. Non è stata la bravata di un hacker annoiato. Dietro quel blackout c'era un virus chiamato BabLock,
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