Domenica 04 Gennaio 2026

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Recensione

Visioni consigliate di terzo tipo: la poesia di “U.S. Palmese”

Non solo incassi o nicchie d’élite: il grande film popolare che emoziona e resta

03 Gennaio 2026, 13:11

Visioni consigliate di terzo tipo: la poesia di “U.S. Palmese”

Il cast del film "Us Palmese"

Il 2025 cinematografico se ne è andato lasciandoci un pugno di titoli interessanti e la bella realtà di un cinema europeo cresciuto in maturità e identità.

Medio Oriente ed Estremo Oriente sono stati affiancati dalla sorpresa Sudamerica, allargando l’offerta artistica secondo percorsi di fruizione e distribuzione del tutto alternativi all’offerta mainstream, nel nostro Paese principalmente ancora legata alle majors americane e a prodotti nazionali a vocazione popolare o, più raramente, espressione del cosiddetto cinema indipendente.

Il pubblico resta multiforme ed esiste anche chi siede in sala come se fosse a una mostra d’arte, preferendo il film al cinema ad una prima serata televisiva o al fascino perverso delle piattaforme.

Quel pubblico, appassionato e leggermente più maturo, ha da tempo riscoperto lo schermo come rituale di una rinata comunicazione tra persone.

Al contrario, però, sono le spettatrici e gli spettatori che vanno al cinema anche solo una sola volta all’anno, a rappresentare la leva capace di smuovere grandi incassi.

Ciò porterebbe a pensare che la distanza tra film bellissimi ma poco fortunati e titoli di scarse qualità artistiche ma dal gran ritorno economico, sia insanabile.

Eppure tra l’incompreso Springsteen – Liberami dal nulla e le vette incomprensibili di Buen Camino crediamo esistano tante diverse sfumature e almeno un tertium genus .

A giudicare dagli incassi, il secondo sembra oggi incarnare il significato più attuale di film popolare: un prodotto che invade le sale sostandovi a lungo, benedetto dai gestori perché porta grande liquidità e risana le casse.

Nella proposta di questi primi giorni del nuovo anno in attesa di individuarne le future tendenze è come sempre impossibile prescindere dai blockbuster che pure si sono evoluti, mantenendo però un’anima fortemente commerciale. In pochissimi giorni di programmazione il film che segna il ritorno di Nunziante regista con Zalone ottiene più primati: primo tra i titoli italiani di Natale, poi tra tutti i film natalizi di sempre, per svettare tra tutti gli incassi dell’anno 2025, a oggi undicesimo di sempre in Italia. Tutto chiaro.

Se non fosse che… queste straordinarie affermazioni non sono così univoche. Mancano, in quelle classifiche, gli adeguamenti da svalutazione, le gratuità o le maggiorazioni. Cosicché studi di settore sui biglietti realmente staccati portano a un mondo alternativo, frutto di una lista di cinquanta titoli, che inizia con Il Dottor Zhivago e termina con Lo Squalo . In quella dimensione, esistono film che hanno oltrepassato la soglia del successo popolare e di critica per diventare, per sempre, parte dell’immaginario popolare.

Quei film tanto visti e in seguito riproposti in sala e in tv, non avevano una stagionalità precisa né sempre budget straordinari. Evitando battute becere e luoghi comuni, rendevano possibile il terzo genere di grande storia popolare: quello che non ha steccati, che non respinge, che insegna, senza mai salire in cattedra.

Quei film senza ingredienti precisi, fatta eccezione per una gran qualità complessiva e per la capacità di emozionare, esistono ancora e vanno solo cercati. U. S. Palmese , uscito il 20 marzo 2025, è un buon esempio. Un piccolo film capace di graffiare il cuore, spiegando perché una pellicola possa essere cultura al pari di una poesia di Neruda, di un quadro di Schiele o una fotografia di Man Ray, secondo la reale indefinibilità dell’opera d’arte.

Tra film estremisti, destinati in partenza a cerchie ristrette, e titoli di cassetta, per chi non ama troppo le cose di spessore, meglio quelli del terzo tipo, amati e bellissimi.