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Svolta

Peter Magyar batte Orbán e chiude 16 anni di potere in Ungheria

Il leader di Tisza vince le elezioni, conquista la maggioranza dei seggi e apre una fase nuova nei rapporti tra Budapest e l’Unione europea

13 Aprile 2026, 07:50

Peter Magyar batte Orbán e chiude 16 anni di potere in Ungheria

PETER MAGYAR POLITICO

Peter Magyar vince le elezioni parlamentari in Ungheria e mette fine ai 16 anni di governo di Viktor Orbán, aprendo una fase politica completamente nuova per Budapest. Il leader del partito Tisza, forza di centrodestra europeista, ha ottenuto una vittoria netta su Fidesz, costringendo Orbán ad ammettere la sconfitta e a riconoscere che il risultato è «doloroso ma chiaro».

Il voto segna uno dei passaggi politici più importanti degli ultimi anni nell’Europa centrale. Secondo Reuters, Tisza si avvia a conquistare 138 seggi su 199, superando non solo la soglia della maggioranza assoluta fissata a 100, ma anche quella dei due terzi, necessaria per mettere mano alle riforme costituzionali approvate negli anni da Orbán. Fidesz si fermerebbe a 54 seggi, mentre Mi Hazank, partito di estrema destra, ne otterrebbe 7.

Orbán ammette la sconfitta e passa all’opposizione

La portata del risultato è stata confermata dallo stesso Viktor Orbán, che ha telefonato al suo avversario per congratularsi. Reuters riferisce che il premier uscente ha riconosciuto la sconfitta e ha promesso che continuerà a servire il Paese dall’opposizione, chiudendo così una stagione politica iniziata nel 2010 e diventata nel tempo uno dei simboli dell’“illiberal democracy” in Europa.

La sua uscita di scena è il prodotto di un logoramento che negli ultimi anni si è fatto sempre più evidente. Reuters lega la sconfitta a una miscela di stagnazione economica, accuse di corruzione, peggioramento dei servizi pubblici e crescente isolamento internazionale dell’Ungheria, soprattutto nei rapporti con Bruxelles.

Chi è Peter Magyar, il vincitore che arriva dall’ex sistema Orbán

Magyar, 45 anni, è una figura che conosce bene il mondo politico che oggi ha sconfitto. Reuters ricorda che è stato per anni vicino a Fidesz e che il suo percorso politico si è intrecciato anche con quello dell’ex ministra della Giustizia Judit Varga, sua ex moglie. La rottura con il sistema Orbán è maturata nel 2024, quando Magyar ha iniziato a denunciare pubblicamente i meccanismi interni del potere ungherese e ha scelto di guidare la sfida con Tisza.

Da allora la sua ascesa è stata rapidissima. Tisza è diventata in pochi mesi la principale forza alternativa a Fidesz, raccogliendo soprattutto il voto urbano, giovane e filoeuropeo. La sua campagna si è concentrata su corruzione, sanità, servizi pubblici e rilancio del rapporto con l’Unione europea e con la Nato.

Decisiva l’affluenza record alle urne

Uno dei fattori chiave della vittoria è stata l’affluenza altissima. Le rilevazioni citate nelle ore del voto indicavano già un’affluenza del 77,8% alle 18.30, superiore al precedente record dell’era post-comunista, mentre le cronache finali parlano di una partecipazione complessiva arrivata attorno all’80%.

L’alta partecipazione ha favorito soprattutto l’opposizione, che è riuscita a mobilitare una parte molto ampia dell’elettorato, in particolare tra i più giovani e tra quanti consideravano questa elezione un referendum sul futuro democratico e internazionale dell’Ungheria. Reuters e AP descrivono il voto come una svolta generazionale oltre che politica.

Una vittoria che rassicura Bruxelles

La vittoria di Magyar è stata accolta con entusiasmo nelle istituzioni europee. AP riferisce che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è congratulata rapidamente con il leader di Tisza, leggendo il risultato come un segnale di riallineamento dell’Ungheria ai valori e al percorso europeo. Anche Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz lo hanno sentito, sottolineando la necessità di un’Europa più forte e più unita.