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Non solo Pam Bondi. Le purghe dell'arrabbiatissimo Trump

Dopo la procuratrice generale, a rischiare sono diversi nomi che pagherebbero il calo di consensi del presidente. E al Pentagono i licenziamenti arriva anche durante la guerra

03 Aprile 2026, 16:48

Non solo Pam Bondi. Le purghe dell'arrabbiatissimo Trump

Da sinistra: il segretario degli Interni Doug Burgum, il procuratore generale Pam Bondi, il segretario alla Difesa Pete Hegseth. In ultima fila, in ultima fila, Lee Zeldin e Susie Wiles

Il siluramento della procuratrice generale Pam Bondi potrebbe dare il via a un giro di epurazioni dell'amministrazione Trump, così come era avvenuto durante il primo mandato. I media americani cominciano a fare altri nomi a rischio. Secondo Politico, Trump sarebbe deluso dal segretario al Commercio Howard Lutnick e dalla segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer. "E' molto arrabbiato e rimuoverà altre persone", ha dichiarato al sito americano una fonte dell'amministrazione.

Nessuna decisione finale è stata presa al momento, mentre la viceportavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, ha dichiarato che i due membri del governo "stanno facendo un grande lavoro al servizio degli americani e continueranno ad avere pieno sostegno dal presidente Trump". Ma anche prima del licenziamento della segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e del capo della Giustizia Bondi, l'amministrazione aveva espresso pubblicamente soddisfazione per il lavoro svolto. Intanto fonti della Casa Bianca descrivono Lutnick, grande sostenitore della guerra commerciale dei dazi, "in posizione precaria", isolato dentro l'amministrazione e poco gradito da Wall Street. 

Il suo coinvolgimento nei file Epstein e le frequentazioni con il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019, hanno portato a richieste bipartisan da parte del Congresso di dimissioni, che però Trump ha sempre respinto. Ancora più in bilico appare Chavez-DeRemer, un'altra donna dell'amministrazione, finita sotto indagine interna per accuse che riguardano spese pazze legate a feste con il suo staff, viaggi personali, vacanze extra, oltre al sospetto di avere una relazione extraconiugale con uno dei suoi collaboratori, uno dei motivi che hanno portato al licenziamento di Noem, legata al suo consigliere personale Corey Lewandowski.

Secondo il Guardian, anche il capo dell'intelligence americana, Tulsi Gabbard, sarebbe in uscita. Trump non avrebbe gradito la sua deposizione davanti alla commissione del Congresso, quando non aveva condannato le parole di Joe Kent, l'ex capo del controterrorismo che si è dimesso dopo aver accusato pubblicamente Trump di aver scatenato la guerra contro l'Iran senza che ci fosse una reale minaccia nucleare. Anche Gabbard, come Bondi e Noem, si è mostrata fedele e pronta a tutto pur di compiacere il presidente, ma questo potrebbe non bastare per salvare il posto.

Lo stesso vale per il direttore dell'Fbi Kash Patel, accusato di utilizzare il jet dell'agenzia per viaggi personali con la sua fidanzata. Secondo The Atlantic, il capo dell'Fbi potrebbe essere mandato via nelle prossime settimane, dopo il caso dell'indirizzo privato di posta elettronica hackerato dagli iraniani. In rete sono finite immagini e video di Patel mentre fuga sigari, beve, danza da solo in una camera di hotel: le immagini non svelano segreti di stato, ma hanno indebolito ancora di più una figura controversa.

Oltre a Patel potrebbe essere silurato il segretario alle Forze armate Dan Driscoll, fino a pochi mesi fa considerato l'astro nascente dell'amministrazione, grazie al sostegno del vicepresidente JD Vance. IL rimpasto dopo quattordici mesi di apparente calma, una tendenza diversa dal primo mandato Trump, segnato fin da subito da epurazioni, sarebbe la risposta del presidente al crollo verticale nei sondaggi. Solo un americano su tre approva la sua politica. Il tycoon attribuisce la responsabilità per il calo di consensi ai suoi collaboratori e non a se stesso. E questo atteggiamento potrebbe costare il posto anche a quella che è apparsa la più fedele collaboratrice: la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Nel corso di una conferenza stampa nello Studio Ovale, Trump le ha attribuito la colpa del giudizio negativo che la maggioranza dei media americani dà alla sua presidenza. "Stai facendo un lavoro orrendo", le ha detto davanti a tutti, in un tono che a molti è apparso a metà tra lo scherzoso e il minaccioso. Leavitt, incinta del secondo figlio, dovrebbe lasciare nelle prossime settimane l'incarico in congedo, ma non è escluso che l'avvicendamento avvenga prima, in modo più traumatico. Di sicuro, nessuno a Washington si sente più al sicuro. Ai media fonti interne dell'amministrazione dicono che una volta cominciate le epurazioni, Trump potrebbe non fermarsi più. 

Deputate democratiche ed ex rappresentanti repubblicani hanno accusato Trump di misoginia per aver silurato due donne in un governo già dominato da uomini. Pam Bondi e Kristi Noem, ex attorney general ed ex segretaria alla sicurezza nazionale, sono le uniche finora ad aver perso il posto nonostante altri membri dell'amministrazione, come il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il segretario alla Salute Robert Kennedy Jr. - stiano inciampando in una controversia dopo l'altra. Ed entrambe sono state sostituite da uomini, almeno per il momento: il senatore Markwayne Mullin ha assunto la guida della sicurezza, mentre Todd Blanche è stato nominato procuratore general ad interim. 

Il rimpasto all'interno all'amministrazione fa il paio con quello che Pete Hegseth sta conducendo al Pentagono, dove ieri ha licenziato il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Randy George. Nonostante Hegseth si sia mosso rapidamente per rimodellare il dipartimento, il licenziamento di un generale in tempo di guerra è quasi senza precedenti. Il Pentagono ha confermato che George, il cui mandato durava ancora più di un anno, "si ritirerà dalla sua posizione di 41° capo di stato maggiore dell'esercito con effetto immediato".

Fuori anche altri due generali: il numero uno dei cappellani militari, il maggiore generale William Green, e il comandante dell'Army Transformation and Training Command, David Hodne. Dall'inizio del suo mandato al Pentagono, Hegseth ha licenziato numerosi funzionari. L'anno scorso fu sollevato dal suo incarico il tenente generale dell'aeronautica Jeffrey Kruse, capo della Defense Intelligence Agency del Pentagono, dopo che una valutazione iniziale dell'agenzia, a giugno, aveva indicato che gli attacchi statunitensi contro le installazioni nucleari iraniane erano stati meno estesi di quanto affermato da Trump.

In precedenza era stata allontanata il viceammiraglio Shoshana Chatfield, rappresentante militare statunitense presso il comitato militare della Nato, a causa di "una perdita di fiducia nelle sue capacità di leadership"; il generale dell'aeronautica Timothy Haugh, che dirigeva la National Security Agency e lo U.S. Cyber Command; l'ammiraglio Lisa Franchetti, comandante della Marina, e l'ammiraglio Linda Fagan, capo della Guardia Costiera.