Svizzera
Moretti accompagnato dalla moglie
Jacques Moretti non sarà interrogato il 7 aprile. Slitta a data da destinarsi la testimonianza del proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, tra i principali indagati insieme alla moglie Jessica per l’incendio che la notte di Capodanno ha provocato 41 morti, tra cui sei ragazzi italiani.
Alla base del rinvio ci sono due certificati medici, datati 18 e 31 marzo, nei quali si afferma che Moretti non sarebbe nelle condizioni di affrontare un interrogatorio. Nella documentazione sanitaria vengono indicati episodi di amnesia, uno stato di depressione reattiva e una grave compromissione del sonno, elementi che secondo i medici renderebbero impossibile una partecipazione lucida ed efficace all’audizione fissata dagli inquirenti.
Nel materiale presentato dalla difesa si legge che Jacques Moretti «presenta uno stato di depressione reattivo a seguito del disturbo da stress post-traumatico insorto dopo l’incendio del primo gennaio 2026 e il successivo arresto». I documenti descrivono un quadro clinico aggravato da insonnia, confusione mentale e vuoti di memoria.
Secondo quanto riportato nei certificati, l’indagato avrebbe riferito «difficoltà ad addormentarsi e uno stato confusionale con diversi episodi di amnesia». A questo si aggiungerebbe una forte perdita di appetito, confermata da un dimagrimento rilevante: dai 87 chili del dicembre 2025 ai 72 chili del marzo 2026. I medici evidenziano inoltre che il paziente dormirebbe «meno di 3 ore a notte» e che proprio queste condizioni lo renderebbero non idoneo, al momento, a sostenere un interrogatorio.
Il legale di Moretti collega questo stato di forte fragilità psicologica anche alle contraddizioni emerse nella vicenda della schiuma fonoassorbente, uno dei punti più sensibili dell’inchiesta. Secondo la difesa, il suo assistito avrebbe cercato di collaborare fin dall’inizio, ma la pressione accumulata lo avrebbe spinto a parlare in modo affrettato, finendo per commettere errori.
«Bisogna tenere conto che la pressione a cui è stato sottoposto fin dall’inizio di questa vicenda lo ha probabilmente indotto a voler fornire informazioni a tutti i costi, a collaborare e a dimostrare la sua buona fede, il che lo sta chiaramente portando ad agire in modo frettoloso e a commettere errori», sostiene il difensore. Nella stessa linea si inserisce anche l’affermazione secondo cui questo comportamento dimostrerebbe «chiaramente la sua volontà di collaborare con le indagini».
La posizione della difesa è che Moretti abbia bisogno, in questa fase, di un sostegno medico e psicologico prima di poter affrontare il procedimento in modo pienamente consapevole. «Il mio cliente necessita di supporto medico e/o psicologico per poter affrontare al meglio questo processo», afferma il legale, spiegando che le sue attuali condizioni non gli consentirebbero di essere interrogato né di contribuire in modo efficace alle indagini.