Martedì 31 Marzo 2026

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Israele approva la legge sulla pena di morte, gli Usa: "Rispettiamo il diritto sovrano"

Il pressing Ue non ferma la nuova norma, che prevede l'impiccagione per i palestinesi condannati per terrorismo. Teheran avvisa: pena di morte per chi fotografa i siti danneggiati dai raid

31 Marzo 2026, 11:55

Israele approva la legge sulla pena di morte, gli Usa: "Rispettiamo il diritto sovrano"

A nulla sono valse le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni per i diritti umani e dai principali Paesi europei, che negli scorsi giorni avevano firmato una dichiarazione congiunta adottata dai ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Con 62 voti favorevoli e 48 contrari il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato in seconda e terza lettura la controversa legge che prevede la pena di morte per i palestinesi della Cisgiordania condannati per aver compiuto attentati terroristici mortali.

Il voto è un’importante vittoria per il partito di estrema destra Otzma Yehudit del Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha votato a favore del disegno di legge. "Questo è un giorno di giustizia per le vittime e un giorno di deterrenza per i nostri nemici. Basta con il viavai di terroristi, ma una decisione chiara. Chi sceglie il terrorismo sceglie la morte", ha dichiarato Ben Gvir in un comunicato.

La legge, approvata dopo quasi 12 ore di dibattito, prevede la pena di morte per impiccagione come pena predefinita per i residenti della Cisgiordania condannati da tribunali militari per atti terroristici mortali. La legge non avrà effetto retroattivo, nemmeno nei confronti degli autori degli attentati del 7 ottobre, per i quali è in fase di elaborazione un disegno di legge separato. La legge sancisce di fatto la pena capitale solo per i palestinesi, escludendo esplicitamente i cittadini o i residenti israeliani, e solo i palestinesi vengono processati dai tribunali militari. Gli israeliani sono processati dai tribunali civili. Sebbene una disposizione separata consenta ai tribunali di infliggere la pena di morte a chiunque, compresi i cittadini israeliani, si applica solo a coloro che "causano intenzionalmente la morte di una persona con l’obiettivo di negare l’esistenza dello Stato di Israele" - una definizione che in pratica esclude i terroristi ebrei, scrive il Times of Israel. 

"L’approvazione definitiva della legge sulla pena di morte alla Knesset è un colpo gravissimo allo stato di diritto e ai principi liberal-democratici e umanitari in Israele, che introduce inaccettabili elementi razzisti di differenziazione etnica. Ci uniamo alla voce dell’opposizione israeliana, dello stesso National Security Council e dei governi europei nel denunciare la gravità di questo voto, che rappresenta un’onta che pesa sullo spirito democratico della Dichiarazione d’indipendenza del 1948, che affermava l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge", scrive in una nota Sinistra per Israele Due popoli due Stati. "Il governo di Netanyahu e dei suoi alleati criminali e razzisti - prosegue la nota- si dimostra ancora una volta nemico dello Stato di Israele, oltre che dei palestinesi"."Ci uniamo a tutte le forze democratiche israeliane nel sostegno alla loro battaglia legale contro questa legge e - conclude la nota - confidiamo che la Corte Suprema israeliana possa intervenire per annullarla".

Ad esprimere la propria condanna è anche Amnesty International, per la quale "la comunità internazionale deve esercitare la massima pressione sulle autorità israeliane affinché abroghino immediatamente la legge". Gli Stati Uniti, invece, fanno sapere attraverso un portavoce del Dipartimento di Stato Usa, che "rispettano il diritto sovrano di Israele di stabilire le proprie leggi e le proprie pene per le persone condannate per terrorismo". "Confidiamo che tali misure saranno attuate nel rispetto di un processo equo e di tutte le garanzie e tutele applicabili in materia di equo processo", ha aggiunto il portavoce del Dipartimento di Stato.

Intanto, l'Iran annuncia che punirà con la pena di morte e il sequestro dei beni "chiunque metta in pericolo la sicurezza nazionale fornendo informazioni di intelligence agli avversari, anche tramite fotografie o filmati". Stando a quanto riferisce Iran International, il portavoce della magistratura iraniana ha dichiarato che "chi scatta foto o gira video di siti danneggiati e li condivide, di fatto conferma se gli attacchi hanno colpito i loro obiettivi". Nel frattempo, i servizi segreti della polizia del Khuzestan, nel sud dell'Iran, hanno annunciato l'arresto di 138 persone nelle ultime 72 ore con l'accusa di legami con quelli che le autorità definiscono "media ostili". Le autorità hanno affermato che gli arrestati avrebbero effettuato telefonate, scattato foto e girato video di siti bersaglio e inviato il materiale a diverse testate, tra cui Iran International