Iran , notte di proteste di massa a Teheran
Gli Houthi hanno annunciato ufficialmente di essersi uniti all'Iran nella guerra contro Usa e Israele. «Le forze armate yemenite hanno annunciato questa mattina la prima operazione militare con una partita di missili balistici che hanno preso di mira obiettivi militari sensibili del nemico israeliano nel sud della Palestina occupata», si legge in una nota del portavoce dell'esercito riportata da al Masirah. «L'operazione è coincisa con quelle eroiche effettuate dai mujaheddin in Iran e dal partito di Dio in Libano (Hezbollah)», si spiega ancora, e «ha raggiunto con successo i suoi obiettivi». Gli attacchi, si avverte, «continueranno fino a quando gli obiettivi dichiarati non saranno raggiunti», con un «sostegno diretto alla Repubblica islamica dell'Iran e ai fronti di resistenza in Libano Iraq e Palestina, finché l'aggressione non si fermerà su tutti i fronti di resistenza».
Intanto un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave, secondo quanto riportato dai media statunitensi. L'Iran ha continuato gli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusandole di fungere da trampolino di lancio per gli attacchi statunitensi. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti anonime. Secondo quanto riportato dal Wsj, i soldati si trovavano all'interno di un edificio della base al momento dell'attacco. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni.
E mentre l'esercito israeliano dichiara di aver lanciato attacchi contro «obiettivi del regime» iraniano con un breve comunicato militare in cui afferma che «le forze israeliane stanno attualmente colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano in tutta Teheran», senza fornire ulteriori dettagli, dagli Usa arriva la notizia che se il presidente Donald Trump dovesse dare il via libera, gli Stati Uniti potrebbero presto schierare oltre 17mila soldati di terra alle porte dell'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal. Il Pentagono sta valutando l'invio di altri 10mila soldati di terra in Medio Oriente, anche mentre Trump valuta i colloqui di pace con Teheran. Andrebbero ad aggiungersi ai circa 5mila marines e ai 2mila paracadutisti già inviati nella regione.
Trump ha anche parlato da Miami, in Florida, cercando di spiegare la situazione sul campo e fuori. «Stanno negoziando. Stanno implorando di raggiungere un accordo. Stanno implorando di raggiungere un accordo», ha detto. Secondo il tycoon Teheran ha permesso alle petroliere di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz per «rimediare alla loro dichiarazione errata» dopo che il Paese aveva negato di essere coinvolto nei negoziati. «Si è scoperto che avevo ragione», ha spiegato Trump. «Stavano negoziando, cosa che hanno ammesso due giorni dopo, e per rimediare alla loro dichiarazione errata, hanno detto: vi invieremo otto navi di petrolio», ha detto il presidente. «E poi hanno effettivamente detto che ne avrebbero aggiunte altre due».
Ma per Teheran lo stretto di Hormuz resta chiuso ed è possibile il transito di alcune navi solo dopo accordi diretti tra l'Iran e i paesi proprietari delle imbarcazioni, come avvenuto qualche ora fa con la Thailandia. Il premier Anutin Charnvirakul ha spiegato in una conferenza stampa che questa intesa allevierà le preoccupazioni per le forniture di greggio al Paese del Sud-est asiatico. Già lunedì una petroliera thailandese aveva attraversato indenne lo Stretto dopo colloqui tra il ministro degli Esteri Sihasak Phuangketkeow e l'ambasciatore iraniano. All'inizio della guerra una nave thailandese era stata colpita nei pressi dello Stretto.