Martedì 24 Marzo 2026

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Verso il futuro

Del Fante rivendica l’Opas su Tim: «Visione strategica costruita in nove anni»

L’ad di Poste presenta l’offerta da 10,8 miliardi come il punto d’arrivo di un percorso industriale di lungo periodo. Tim resterà autonoma, marchio preservato e sinergie stimate in 700 milioni.

24 Marzo 2026, 09:08

Del Fante rivendica l’Opas su Tim: «Visione strategica costruita in nove anni»

POSTE ITALIANE LANCIA UN OPA TOTALITARIA SU TIM TELECOM ITALIA MOBILE

L’Opas Poste Tim non viene presentata come una mossa improvvisa, ma come il risultato finale di un percorso industriale lungo e preparato nel tempo. A spiegarlo è stato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, che nella call con gli analisti ha definito l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim «una chiara visione strategica» arrivata «al culmine del nostro percorso di 9 anni attraverso il rafforzamento di Poste Italiane».

Il messaggio dei vertici del gruppo è netto: l’operazione da 10,8 miliardi di euro punta a cambiare il profilo industriale di Poste e a costruire una piattaforma più ampia, capace di unire servizi, infrastrutture critiche e sviluppo digitale. Il closing, secondo quanto indicato, è previsto nel quarto trimestre di quest’anno.

Del Fante: “Pensavamo a Tim da anni”

Nel corso della presentazione agli analisti, Del Fante ha insistito soprattutto su un punto: l’interesse di Poste per Tim non nasce oggi. «Pensavamo da anni a una combinazione con Tim, ma il debito era troppo alto», ha spiegato, chiarendo che il gruppo guarda all’ex monopolista delle telecomunicazioni «da cinque anni».

A rappresentare la svolta, nel racconto del manager, è stata la riorganizzazione compiuta da Tim con lo spin off della rete. Del Fante ha riconosciuto l’«eccellente esecuzione» dell’operazione realizzata dall’ad di Tim Pietro Labriola, sostenendo che proprio questo passaggio ha reso oggi la società il partner giusto per Poste.

Per il numero uno del gruppo postale, la combination con Tim costituisce infatti «un passaggio fondamentale nella creazione di un fornitore di servizi di infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese, promuovendo la sovranità del cloud e la riservatezza dei dati, valorizzando al contempo il potenziale dell’evoluzione digitale dell’economia italiana».

Tim resterà stand alone e il marchio sarà protetto

Uno dei temi più sensibili dell’operazione riguarda il futuro dell’identità industriale di Tim. Anche su questo punto Del Fante ha voluto rassicurare il mercato. «Tim resterà stand alone, e il marchio iconico, molto ben radicato nella base consumatori, sarà protetto», ha detto.

La linea di Poste è quindi quella di una integrazione senza cancellazione del brand, con la volontà di valorizzare il posizionamento di Tim all’interno di una piattaforma industriale più larga, senza snaturarne il profilo commerciale.

Sinergie per 700 milioni e niente esuberi

Sul piano economico, Poste stima che l’operazione possa produrre 700 milioni di euro di valore tra efficienze di costo e di ricavo. I vertici del gruppo hanno spiegato che dal 2028 le sinergie saranno «a doppia cifra», indicando quindi una crescita significativa dei benefici attesi.

Del Fante ha inoltre voluto chiarire che il personale eventualmente in eccesso non verrà tagliato, ma riallocato in altre aree del gruppo. Un passaggio importante anche sul piano sindacale, dal momento che la Uilcom-Uilposte aveva già chiesto garanzie su occupazione e investimenti.

Il nodo dei dividendi e il prezzo dell’offerta

Nel corso della call è intervenuto anche il direttore finanziario di Poste, Camillo Greco, che ha escluso ritocchi al corrispettivo dell’Opas. Lo stesso management ha confermato che la guidance 2026 sul dividendo per azione di Poste Italiane resta invariata.

L’offerta prevede, per ciascuna azione Tim conferita, una componente cash di 0,167 euro e 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Il corrispettivo esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per azione Tim, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale del 20 marzo 2026.

Il nuovo gruppo e i numeri dell’operazione

Secondo le stime illustrate, il gruppo combinato che nascerebbe dall’operazione si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese. I numeri indicati parlano di ricavi aggregati per circa 26,9 miliardi di euro e di un Ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi.

Nel ragionamento di Poste, si tratta di una trasformazione strutturale, capace di rafforzare la presenza del gruppo in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni e dei servizi digitali, con ricadute anche sul terreno della pubblica amministrazione, del cloud e della gestione dei dati.

“Nessun coinvolgimento del governo”

A chi gli chiedeva chiarimenti sulla regia politica dell’operazione, Del Fante ha risposto in modo diretto: «Non c’è stato nessun coinvolgimento del Governo». Una precisazione importante, visto il peso pubblico di Poste Italiane e il significato strategico dell’offerta su Tim.

Il mercato e la lettura degli osservatori

Tra gli osservatori, l’operazione viene interpretata anche come un ritorno forte dello Stato nel capitalismo delle reti e dei servizi. Luca Picotti, avvocato e saggista, membro dell’Osservatorio Golden Power, ha letto l’Opas di Poste su Tim come «l’epilogo più coerente di una storia societaria che è in parte anche una storia del capitalismo italiano».

Secondo questa lettura, l’integrazione tra una società a controllo pubblico, definita solida e sana, e un operatore che negli ultimi anni si è alleggerito sul piano infrastrutturale ma si è concentrato su servizi e nuove tecnologie, rappresenta un approdo industriale coerente con l’evoluzione recente dei due gruppi.

In Borsa, la reazione è stata immediata ma divergente: Tim ha chiuso in rialzo del 4,60%, mentre Poste Italiane ha lasciato sul terreno il 6,85%.

Tim avvia la valutazione dell’offerta

Intanto il Consiglio di amministrazione di Tim, riunito sotto la presidenza di Alberta Figari, ha preso atto dell’Opas volontaria e totalitaria promossa da Poste Italiane e ha avviato il processo di valutazione dell’offerta «nell’interesse della Società e dei suoi azionisti».