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«Macron e Meloni trattano con l’Iran». Roma smentisce

Secondo il Financial Times alcuni paesi Ue starebbero dialogando con Teheran per sbloccare il passaggio delle petroliere nello stretto di Hormuz. Ucciso un soldato francese e feriti altri 5 da un drone iraniano a Erbil

13 Marzo 2026, 19:41

«Macron e Meloni trattano con l’Iran». Roma smentisce

Italia e Francia starebbero avviando colloqui con Teheran per garantire un passaggio sicuro alle navi attraverso lo stretto di Hormuz. È quanto riporta il Financial Times che cita fonti informate. Secondo quanto rivelato dal quotidiano britannico alcuni paesi europei avrebbero avviato colloqui con Teheran con l’obiettivo di permettere a navi petroliere e metanifere di passare attraverso lo stretto di Hormuz. Una delle fonti citate dal Financial Times afferma che anche l’Italia avrebbe tentato di avviare discussioni con Teheran sulla questione.

La chiusura dello Stretto è stata attuata da Teheran per esercitare pressione su Washington, Tel Aviv e i loro alleati del Golfo Persico ed europei facendo aumentare i prezzi di greggio, gas naturale e gpl, motivo per cui il quotidiano britannico sottolinea che non vi è alcuna garanzia che i colloqui procedano o che l’Iran sia disposto a negoziare un’eventuale riapertura, anche solo parziale.

I prezzi del petrolio sono saliti a circa 100 dollari al barile dai circa 60 dollari al barile di inizio dell’anno, mentre la quotazione del gas naturale in Europa è aumentata del 75% nello stesso periodo. Al momento solo i bastimenti che battono bandiera cinese sono lasciati liberi di navigare le acque dello Stretto di Hormuz. Da Roma però arriva la smentita. «In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz», si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Le fonti spiegano di voler valutare meglio l’articolo del Financial Times e di verificare se, nella stesura dell’articolo, qualcosa possa essere stato interpretato in modo non corretto. Palazzo Chigi e Farnesina, aggiungono le fonti , confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun «negoziato sottobanco» che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.

Il Consiglio Supremo di Difesa (Csd) convocato al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l'importanza dell’iniziativa assunta dal governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. «Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro e verso la Turchia e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale - si legge nel comunicato diramato al termine della riunione - nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale

Nel frattempo la guerra in Medio Oriente ha fatto la sua prima vittima europea: Arnaud Frion, soldato francese. A uccidere il sergente Frion «è stato un drone di tipo Shahed» di fabbricazione iraniana, ha dichiarato a Le Figaro Francois Xavier de la Chesnais, comandante del 7 Battaglione Cacciatori Alpini, di cui faceva parte Frion. Ad annunciare la morte del militare 42enne è stato il presidente francese Emmanuel Macron. «Oggi desidero rendere un rispettoso omaggio alla memoria del sergente maggiore Arnaud Frion, del 7 Battaglione Cacciatori Alpini di Varces – ha detto Macron durante una conferenza stampa all’Eliseo insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky – È morto per la Francia la scorsa notte durante un attacco lanciato nei pressi di Erbil. Non appena è stato segnalato l’attacco, ho chiesto alle nostre forze armate un’analisi completa dei fatti e delle circostanze, e spero che avremo tutte queste informazioni nelle prossime ore».

Cordoglio dall’Italia con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha espresso «a nome del governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil». Nonostante l’uccisione di Frion il ruolo della Francia nel conflitto in Medio Oriente continua a essere difensivo. Macron ha infatti proseguito specificando che Parigi non intende prendere in considerazione «scenari» di «ritorsione» o di impegnarsi in «speculazioni politiche su questo argomento». «Ho ribadito la posizione della Francia. È chiara nella regione: è una posizione difensiva. Non siamo in guerra con nessuno», ha concluso il presidente francese.

Malgrado le parole di Macron il gruppo armato Ashab al-Kahf, sostenuto dall’Iran, ha annunciato che prenderà di mira «tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione» in seguito allo schieramento della portaerei francese Charles de Gaulle nel Golfo. «Annunciamo che, a partire da stasera, tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione saranno sotto attacco», ha dichiarato il gruppo iracheno in un post pubblicato su Telegram, in cui esorta i residenti a rimanere ad almeno 500 metri di distanza dalla base francese di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il gruppo Ashab al-Kahf non ha però rivendicato direttamente la responsabilità dell’attacco.

Oltre al sergente Trion, sono morti anche i sei membri dell’equipaggio dell’aereo cisterna Kc-135 statunitense, precipitato nell’Iraq occidentale. «Le circostanze dell’incidente sono oggetto di indagine. Tuttavia, la perdita del velivolo non è stata causata da fuoco ostile né da fuoco amico», ha scritto in un post su X il Comando centrale statunitense (Centcom). Le identità dei militari non saranno rese note prima che siano trascorse 24 ore dalla notifica ai familiari. Sale così a 13 il bilancio ufficiale delle vittime della guerra in Iran tra i militari degli Stati Uniti.