Venerdì 13 Marzo 2026

×

Esteri

Trump prepara nuovi dazi permanenti dopo lo stop della Corte Suprema

L’amministrazione americana avvia nuove inchieste su pratiche commerciali inique per sostituire entro l’estate i dazi cancellati dai giudici

13 Marzo 2026, 08:40

Trump prepara nuovi dazi permanenti dopo lo stop della Corte Suprema

DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

I nuovi dazi Trump entrano in una fase decisiva dopo la bocciatura della Corte Suprema, che ha cancellato perché ritenuti illegali i precedenti provvedimenti tariffari. L’amministrazione americana ha infatti avviato la procedura per sostituirli in modo permanente, aprendo una nuova serie di inchieste su presunte pratiche commerciali inique che, con ogni probabilità, potrebbero sfociare entro l’estate in nuove tariffe stabili sulle importazioni negli Stati Uniti.

A guidare questa strategia è Jamieson Greer, rappresentante per il Commercio e principale negoziatore sui dazi, che ha annunciato l’avvio di un’inchiesta sulle «capacità strutturali eccessive e la produzione nel settore manufatturiero» di una lunga lista di Paesi. Tra questi figurano Cina, Unione Europea, Giappone, Messico, Corea del Sud, India, Taiwan, Malaysia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Bangladesh e Cambogia.

La nuova strada scelta dalla Casa Bianca

La mossa dell’amministrazione punta a costruire una base giuridica diversa rispetto a quella che era stata travolta dalla decisione della Corte Suprema. Le nuove inchieste verranno infatti condotte nell’ambito della sezione 301 del Trade Act del 1974, la norma che attribuisce al presidente il potere di imporre dazi permanenti nei confronti dei Paesi per i quali vengano accertate pratiche commerciali ritenute inique.

È questo il binario su cui Trump intende muoversi per trasformare in misura strutturale ciò che, al momento, è stato reintrodotto solo in via temporanea.

Il nodo dei dazi globali del 10 per cento

Dopo la sentenza della Corte Suprema, Trump aveva imposto immediatamente dazi globali del 10%, richiamandosi alla sezione 122 del Trade Act. Si tratta però di uno strumento con una durata limitata: queste tariffe, infatti, decadono dopo 150 giorni in assenza dell’avallo del Congresso.

È proprio per evitare questo vuoto che Greer punta ora ad accelerare le nuove inchieste, così da arrivare alla scadenza dei 150 giorni con un altro strumento già pronto da utilizzare per mantenere in piedi la linea protezionistica della Casa Bianca.

Greer: “La politica resta la stessa”

L’obiettivo dichiarato è procedere «in modo accelerato», così da avere già entro l’estate una base alternativa per l’imposizione dei nuovi dazi. La sostanza politica, secondo il rappresentante per il Commercio, non cambia.

«La politica rimane la stessa, gli strumenti possono cambiare a causa dei capricci dei giudici», ha detto Greer. Una frase che chiarisce il senso dell’operazione: la Casa Bianca non intende modificare la propria impostazione commerciale, ma soltanto adattare il percorso giuridico per renderla più solida e resistente alle contestazioni.