Martedì 10 Marzo 2026

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Anthropic porta in tribunale la Casa Bianca

L'amministrazione Trump ha estromesso l'azienda leader nei modelli di IA per aver posto dei limiti all’uso della sua tecnologia in ambito militare. I legali: "Decisione senza precedenti"

10 Marzo 2026, 18:52

Anthropic porta in tribunale la Casa Bianca

Anthropic, leader nei modelli di Intelligenza artificiale – il fatturato previsto per quest’anno è di 14 miliardi di dollari -, ha deciso di andare all’attacco e portare in tribunale l’amministrazione Trump. L’azienda di San Francisco, fondata da Dario Amodei con la sorella Daniela, ha intentato due cause per impedire all’amministrazione Trump di realizzare una «campagna illegale di ritorsione», derivante dal rifiuto di Anthropic di autorizzare l’utilizzo illimitato in ambito militare della sua tecnologia.

Qualche giorno fa il Pentagono ha classificato Anthropic un «rischio per la catena di approvvigionamento» in merito all’utilizzo del chatbot Claude. Per la prima volta il governo ha definito «poco affidabile» un’azienda statunitense fornitrice di servizi e tecnologie avanzate. Una mossa con un possibile effetto a cascata. Altri appaltatori governativi potrebbero infatti cessare di avvalersi dell’Intelligenza artificiale fornita da Claude. La settimana scorsa il Pentagono ha dichiarato di aver «ufficialmente informato la dirigenza di Anthropic che l’azienda e i suoi prodotti sono considerati un rischio per la catena di approvvigionamento, con effetto immediato».

Le tensioni tra la Casa Bianca e Anthropic hanno raggiunto il livello massimo il giorno prima dell’attacco degli Stati Uniti contro l’Iran, il 28 marzo scorso, quando Trump e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, hanno annunciato diversi provvedimenti nei confronti dell’azienda di San Francisco. Quest’ultima si è rifiutata di concedere, senza limiti e senza il controllo diretto, l’impiego di Claude nella sorveglianza interna di massa e nelle armi completamente autonome. Da qui la ritorsione del governo americano. Il Pentagono sostiene che «l’esercito deve poter utilizzare la tecnologia per tutti gli scopi legittimi» e che «non permetterà a un fornitore di inserirsi nella catena di comando, limitando l’uso lecito di una capacità critica e mettendo a rischio i nostri combattenti».

Di tutt’altro avviso Anthropic, che sin dalla sua fondazione ha evidenziato l’enorme impatto dell’Intelligenza artificiale con una mission precisa: garantire i benefici dell’IA e mitigarne i rischi. Le azioni legali di Anthropic non sono un fulmine a ciel sereno. Il 1° marzo è stato lo stesso Ceo di Anthropic a sollevare dubbi sull’operato del Pentagono e ad annunciare il ricorso all’autorità giudiziaria. «Non crediamo – ha detto Amodei - che l’azione della Casa Bianca sia legalmente valida e non vediamo altra scelta che contestarla in tribunale». Oltre ad eliminare la singolare classificazione proveniente dal Dipartimento della Difesa (e della Guerra), l’azione legale di Anthropic mira ad annullare l’ordine del presidente statunitense Donald Trump, che intima ai dipendenti federali di non utilizzare il chatbot Claude.

Gli avvocati di Anthropic si sono rivolti alla Corte federale della California e alla Corte d’appello federale di Washington DC. Nelle due citazioni vengono contestati aspetti diversi dei provvedimenti assunti dal governo contro l’azienda californiana dei fratelli Amodei. La battaglia legale si annuncia delicata e complessa, perché probabilmente dovrà tracciare i confini entro i quali si potrà utilizzare una tecnologia – in questo caso l’IA –, fornita da un privato, in favore dell’autorità governativa, tenendo conto della sicurezza nazionale, dell’incolumità dei cittadini e della loro privacy. Senza tralasciare l’attuale contesto di guerra.

Verso questi temi le Big Tech stanno mostrando approcci diversi. ChatGPT OpenAI, per esempio, ha stipulato un accordo per collaborare con il Pentagono sottoscritto poche ore dopo l’iniziativa della Casa Bianca che ha estromesso Anthropic per aver posto dei limiti all’esercizio del potere esecutivo. La decisione del Dipartimento della Difesa di interrompere la collaborazione con Anthropic è considerata dagli avvocati dell’azienda di San Francisco «senza precedenti e illegale». «La Costituzione – aggiungono i difensori di Anthropic - non consente al governo di esercitare il suo enorme potere per punire un’azienda per la sua libertà di parola. Nessuna legge federale autorizza le azioni intraprese in questo caso. Anthropic si rivolge alla magistratura come ultima risorsa per rivendicare i propri diritti e fermare l’illecita campagna di ritorsione dell'esecutivo».

Le cause intentate da Anthropic riguardano anche i dipartimenti del Tesoro e dello Stato, dopo che è stato ordinato ai dipendenti di non utilizzare più la tecnologia offerta da Claude. Michael Pastor, professore della New York Law School, in passato consulente legale della città di New York in materia di contratti tecnologici, ha riferito all’Associated Press che «Anthropic avanza numerose e convincenti argomentazioni a sostegno del Primo Emendamento e del giusto processo in una vicenda che è andata oltre ogni comprensione». «Non ho mai visto - ha aggiunto Pastor - un caso del genere. Difficile immaginare che, in una fase di difficoltà negoziale, un’azienda avrebbe dovuto affrontare la minaccia di essere distrutta». È un segno dei tempi: le guerre di Trump proseguono all’estero e negli Stati Uniti.