Martedì 10 Marzo 2026

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Vaticano

Papa Leone XIV lancia un appello per fermare la guerra in Iran

All’Angelus il Pontefice esprime preoccupazione per il rischio di escalation in Medio Oriente e richiama anche la dignità delle donne nell’8 marzo

09 Marzo 2026, 07:00

Papa Leone XIV lancia un appello per fermare la guerra in Iran

Papa Leone XIV

Papa Leone XIV torna a levare la voce contro la guerra e lo fa con parole cariche di preoccupazione per il conflitto in corso in Iran e per il rischio che l’intero Medio Oriente venga trascinato in una nuova fase di instabilità. Durante l’Angelus della domenica, il Pontefice ha chiesto che cessino le armi e che si apra uno spazio vero per il dialogo, legando il suo intervento alla sofferenza dei popoli coinvolti e al timore di un allargamento dello scontro.

«Dall’Iran e da tutto il Medioriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione», ha detto il Papa. Quindi ha aggiunto: «Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità».

L’Angelus e la richiesta di fermare le armi

Nel suo appello, Leone XIV ha scelto un linguaggio diretto, chiedendo che il fragore della guerra lasci finalmente spazio alla diplomazia e alla voce dei popoli. Il riferimento è a uno scenario che il Pontefice osserva con crescente inquietudine, nella consapevolezza che ogni ulteriore escalation rischia di travolgere altri equilibri già fragili.

«Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli», ha affermato. Parole che fissano la linea del Vaticano davanti alla crisi: fermare la spirale della violenza e restituire centralità a una soluzione politica.

Il pensiero del Papa per le donne nell’8 marzo

Dopo l’Angelus, Papa Leone XIV ha dedicato un passaggio anche alla giornata dell’8 marzo, richiamando il tema della dignità femminile e della violenza che ancora colpisce tante donne. Un intervento che ha voluto saldare la dimensione spirituale con quella sociale, riportando al centro una questione che il Pontefice ha definito essenziale anche per i cristiani.

«Rinnoviamo l’impegno che per noi cristiani è fondato sul Vangelo per il riconoscimento della pari dignità dell’uomo e della donna», ha detto. Poi ha aggiunto: «Purtroppo molte donne sin dall’infanzia sono discriminate e subiscono varie forme di violenza. A loro in modo speciale va la mia solidarietà e la mia preghiera».

La visita pastorale nella parrocchia romana

Nel pomeriggio Leone XIV ha compiuto la sua quarta visita pastorale in una parrocchia di Roma, recandosi nella Chiesa di Santa Maria della Presentazione. Anche in questa occasione il Papa ha insistito sul tema della pace, rivolgendosi in particolare ai più giovani e invitandoli a respingere ogni forma di violenza.

Davanti ai ragazzi il Pontefice ha chiesto di «essere costruttori di pace», dicendo no «al bullismo» e a ogni forma di «violenza». Un messaggio che ha poi allargato durante l’incontro con anziani e malati della parrocchia, nel quale ha ricordato anche il decimo mese dalla sua elezione al soglio pontificio.

Le ferite sociali della periferia e il richiamo ai giovani

Nell’omelia della messa, Papa Leone XIV ha acceso un faro sulle difficoltà che attraversano il territorio della parrocchia, soffermandosi sulle fragilità sociali e sul rischio che i più giovani crescano in un contesto segnato da marginalità e sfiducia.

«So bene che la vostra comunità parrocchiale abita un territorio con diverse sfide. Non mancano situazioni di marginalità che preoccupano, povertà materiali e morali. Anche gli adolescenti e i giovani rischiano di crescere ingannati da venditori di morte o disillusi sul futuro», ha detto il Pontefice.

Nel passaggio successivo il Papa ha indicato anche i bisogni concreti che emergono dal territorio: «Tanti stanno aspettando una casa, un lavoro che assicuri una vita dignitosa, ambienti sicuri dove potersi incontrare, giocare, progettare insieme qualcosa di bello». Infine il richiamo pastorale alla missione della comunità: «Come al pozzo del Vangelo, in questa parrocchia arrivano uomini e donne feriti nell’animo, offesi nella dignità e assetati di speranza. A voi il compito, urgente e liberante, di mostrare la prossimità di Gesù, la sua volontà di riscattare la nostra esistenza dai mali che la minacciano con una proposta di vita giusta, vera, piena».