Guerra in Iran
Trump, presidente Usa
«È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro Marina. Hanno perso tutto quello che potevano perdere». Donald Trump archivia così, in un’intervista telefonica a Nbc News, le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva detto di essere pronto anche a fronte di un’eventuale operazione di terra condotta da Stati Uniti e Israele.
Il presidente americano, lasciando intendere che l’invio di truppe non sia un’opzione su cui sta ragionando “in questo momento”, ha però assicurato che le operazioni annunciate sabato scorso andranno avanti. E, parlando del futuro ai vertici di Teheran, ha ribadito l’obiettivo politico: «Vogliamo ripulire tutto». Trump ha aggiunto di avere in mente dei nomi per un “buon leader”, senza farne alcuno, e di non voler «qualcuno che ricostruisca in dieci anni», ma «un buon leader».
La replica iraniana, affidata alla stessa Nbc, è stata durissima. Araghchi, rispondendo a una domanda sull’eventualità di truppe di terra Usa, aveva detto: «Le stiamo aspettando», sostenendo che Teheran sarebbe in grado di affrontarle e che questo «sarà un grande disastro per loro».
Intanto, sul fronte regionale, il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha reso noto che tre droni sono stati intercettati a est della regione di Riad, secondo quanto riportato da al-Jazeera.
Nel frattempo, da Beirut arriva un altro segnale di pressione sull’asse iraniano: decine di ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran, avrebbero lasciato la capitale libanese nelle ultime 48 ore. La ricostruzione, firmata da Barak Ravid per Axios e basata sulle informazioni di due ufficiali israeliani di alto grado e di una terza fonte, parla soprattutto di uomini della Forza Quds impiegati come consiglieri militari per Hezbollah; alcuni avrebbero operato anche dall’ambasciata iraniana a Beirut. «Ci aspettiamo l’esodo dei Guardiani della Rivoluzione dal Libano prosegua nei prossimi giorni», avrebbe detto un ufficiale israeliano.
Sul versante interno, Teheran continua a muoversi per la transizione successiva all’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, avvenuta sabato scorso. L’agenzia iraniana Mehr riferisce che il consiglio direttivo temporaneo, che ha assunto i poteri, ha tenuto la quarta riunione e che «sono stati presi i provvedimenti necessari per riunire l’Assemblea degli Esperti ed eleggere il futuro leader». È l’Assemblea degli Esperti, infatti, l’organo incaricato di scegliere la nuova Guida Suprema.
Sul piano dei danni civili, infine, la Mezzaluna Rossa iraniana denuncia un bilancio pesante: Pir Hossein Kolivand, capo dell’organizzazione, parla di oltre 3.643 siti civili danneggiati dalle operazioni di Stati Uniti e Israele, tra cui 3.090 case. Secondo la ricostruzione diffusa da al-Jazeera, risulterebbero danneggiati anche 528 centri commerciali e di servizi, 14 strutture sanitarie o farmacie e nove strutture della Mezzaluna Rossa.