Medio Oriente
Attacco aereo israeliano a Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut in Libano
Il fronte libanese torna a bruciare e la spirale di tensione nel Medio Oriente si allarga oltre i confini del Libano. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 31 morti e 149 feriti, colpendo la periferia sud di Beirut e diverse aree del Libano meridionale.
In una nota, il ministero della Salute ha riferito che i “raid nemici israeliani” hanno causato, “secondo un primo conteggio”, l’uccisione di 31 cittadini e il ferimento di altri 149. L’azione militare arriva mentre Israele minaccia un ulteriore inasprimento delle operazioni dopo il lancio di razzi attribuito a Hezbollah.
Sul versante israeliano, il segnale politico-militare è netto. «Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah», ha annunciato il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, durante una riunione, dopo i razzi lanciati verso Israele, secondo quanto riportato dalle forze armate.
La tensione si riflette anche nel Golfo. Colonne di fumo sono state segnalate nei pressi dell’ambasciata statunitense in Kuwait, mentre nel Paese sono risuonate sirene antiaeree, secondo quanto riportato dai media israeliani.
A rafforzare il quadro di allerta è intervenuta direttamente l’ambasciata Usa, che ha avvertito di una «minaccia continua di attacchi missilistici e con droni» e ha invitato i cittadini statunitensi in Kuwait a rifugiarsi sul posto, a rivedere i piani di sicurezza e a restare vigili.
Nella notte è stato colpito anche un nodo strategico nel Mediterraneo orientale. La base aerea britannica di Akrotiri, a Cipro, è stata raggiunta da un drone Shahed che ha causato lievi danni materiali, secondo quanto comunicato dal presidente cipriota Nikos Christodoulides, che ha precisato: «Il nostro Paese non partecipa in alcun modo e non intende far parte di alcuna operazione militare».
L’attacco, viene riferito, sarebbe avvenuto poche ore dopo l’ok britannico agli Stati Uniti per l’utilizzo di basi militari del Regno Unito in operazioni contro siti missilistici iraniani. Le autorità cipriote e il ministero della Difesa hanno intanto disposto l’uscita del personale non essenziale dalla base. Un portavoce del ministero della Difesa britannico ha dichiarato che le forze armate stanno rispondendo a un sospetto attacco con droni e che “la protezione nella regione è ai massimi livelli”.