Lunedì 02 Marzo 2026

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Guerra totale

Trump rivendica l’uccisione di Khamenei e parla di “48 leader” eliminati

Il presidente Usa ad ABC: «L’ho preso prima che lui prendesse me». La Casa Bianca: operazione “Epic Fury” continua. Teheran: «Decideremo noi quando finirà»

02 Marzo 2026, 07:53

Trump rivendica l’uccisione di Khamenei e parla di “48 leader” eliminati

IL PRESIDENTE USA DONALD TRUMP MONITORA LE OPERAZIONI MILITARI IN IRAN OPERAZIONE EPIC FURY

La frase arriva come un colpo secco, nel pieno di ore in cui missili e raid continuano a scandire il ritmo del Medio Oriente: Donald Trump rivendica l’uccisione della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, e lo fa con parole che suonano come una sfida. «L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io», dice il presidente degli Stati Uniti in un’intervista ad ABC News, collegando il tema a un presunto complotto del 2024 attribuito all’Iran.

Trump: “Successo totale”, la Casa Bianca precisa

Nel racconto del tycoon l’operazione con Israele contro Teheran starebbe procedendo «rapidamente» e con risultati che lui stesso definisce clamorosi. «Nessuno può credere al successo che stiamo avendo», afferma, sostenendo che «48 leader iraniani se ne sono andati in un colpo solo» e aggiungendo che una nuova leadership iraniana «vuole parlare» con lui: «Io ho accettato… avrebbero dovuto farlo prima», insiste, sottolineando che «alcune delle persone con cui avevamo a che fare non ci sono più».

Dopo quelle parole, arriva la puntualizzazione della Casa Bianca: «Per ora, l’operazione Epic Fury continua senza sosta», riferisce un funzionario, fissando una linea di continuità operativa e politica.

Teheran: “Bombardato il tavolo dei negoziati”

Dall’altra parte, la risposta è affidata alle parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che rilancia in chiave di resistenza e deterrenza. «I bombardamenti sulla nostra capitale non hanno alcun impatto sulla nostra capacità di condurre una guerra», afferma, richiamando una «Difesa a mosaico decentralizzata» che — sostiene — permetterebbe a Teheran di decidere «quando e come finirà la guerra». E accusa direttamente Trump: è stato lui, dice, a «bombardare il tavolo dei negoziati».

Morti e feriti Usa, smentite e rivendicazioni sul campo

Sul fronte militare gli Stati Uniti confermano la morte di tre soldati americani, i primi dall’avvio dell’operazione, e il ferimento di altri cinque: le circostanze, viene riferito, non sono state rese note.

Intanto il Centcom — il Comando centrale militare — smentisce le notizie provenienti da Teheran su un presunto bombardamento della portaerei americana Lincoln e riferisce che il quartier generale dei Pasdaran, definito «la testa del serpente», sarebbe stato «distrutto». Sempre in questa cornice, l’esercito Usa comunica di aver colpito una nave iraniana al largo dell’Oman, mentre Trump parla di «nove navi militari iraniane» che sarebbero state «distrutte e affondate».

Hormuz e l’effetto imbuto: petroliere e Gnl bloccati

Al di là delle dichiarazioni, resta un dato che pesa sull’economia e sulla sicurezza energetica: centinaia di petroliere e navi di Gnl risultano bloccate ai lati dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili del traffico marittimo globale.

Ahmadinejad, successione e bilancio civile: cresce l’allarme

In Iran, in parallelo, si apre un “giallo” sulla sorte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad: prima dato per morto in un raid israelo-americano, poi la notizia viene riformulata in modo dubitativo e infine smentita dall’ufficio dello stesso Ahmadinejad.

Teheran afferma inoltre che il successore di Ali Khamenei sarà scelto «entro uno-due giorni». E mentre la guerra corre, iniziano a emergere numeri di vittime civili su entrambi i fronti: in Israele si parla di almeno 9 morti a Beit Shemesh dopo l’impatto di un missile balistico iraniano; in Iran vengono riferiti 165 decessi in una scuola femminile nel sud del Paese colpita durante i raid.

Golfo sotto pressione e la risposta della Farnesina

La tensione, però, non resta confinata: nel Golfo — dal Qatar al Bahrein fino agli Emirati — si contano tre vittime e cresce la preoccupazione per l’effetto domino sulla sicurezza dei residenti stranieri. L’attenzione della Farnesina è concentrata soprattutto su Dubai e Abu Dhabi, dove vengono indicati 20mila residenti italiani, oltre a migliaia di turisti.