Giovedì 26 Febbraio 2026

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Caso Epstein, Hillary Clinton si difende: «Non l’ho mai conosciuto»

L’ex segretaria di Stato Usa testimonia al Congresso, domani tocca a Bill. Si dimette il presidente del Forum di Davos

26 Febbraio 2026, 18:25

Caso Epstein, Hillary Clinton si difende: «Non l’ho mai conosciuto»

Nel discorso di apertura della sua testimonianza a porte chiuse al Congresso, l’ex segretaria di Stato Usa, Hillary Clinton, ha inserito la richiesta alla commissione di vigilanza della Camera di «ascoltare la testimonianza sotto giuramento del presidente Donald Trump sui file di Jeffrey Epstein». Clinton ha inoltre duramente criticato i membri della commissione di Vigilanza della Camera per essersi prestati a un «teatro politico di parte», emettendo un mandato di comparizione nei suoi confronti per testimoniare sulla sua conoscenza dei crimini sessuali di Epstein.

Clinton ha inoltre definito l’indagine della commissione un «insulto al popolo americano» e ha chiarito di non avere idea delle sue «attività criminali» e non di non averlo mai incontrato. Oggi sarà la volta dell’ex presidente Bill Clinton, ma intanto i democratici hanno chiesto a Trump di seguire i Clinton e testimoniare sui legami con Jeffrey Epstein. «La persona il cui nome compare nei file più dell’ex presidente» Bill Clinton «è il presidente Donald Trump», ha detto il deputato Robert Garcia, della commissione di vigilanza della Camera.

Nel frattempo saltano altre teste. Dopo l’arresto dell’ex ministro e ambasciatore britannico Peter Mandelson e dell’ex principe Andrea, il presidente del World Economic Forum Borge Brende ha annunciato le sue dimissioni in seguito alla pubblicazione di informazioni sui suoi legami con Epstein. Brende, diventato presidente del Wef nel 2017, ha annunciato la sua decisione in una dichiarazione a seguito delle rivelazioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo cui il norvegese aveva avuto tre cene di lavoro con Epstein e aveva anche comunicato con il finanziere pedofilo tramite e-mail e sms.

Ma è proprio su Mandelson e Andrea che emergono ulteriori dettagli. Sono “oltre 60” i voli privati sotto la lente della polizia, scrive il Times confermando che l’inchiesta copre un arco di tempo compreso fra la metà degli anni '90 e il 2019, anno della morte di Epstein in carcere a New York. Il sospetto è che i voli in questione - in parte organizzati a bordo del famigerato “Lolita Express”, jet privato personale di Epstein - siano serviti per alimentare il traffico di giovani donne, talora minorenni, da lui sfruttate a scopo sessuale e condivise con sodali ricchi e potenti di mezzo mondo.