Guerra in corso
Prima l’annuncio di Mosca su un attentato “sventato” a San Pietroburgo, poi la denuncia di Kiev su una notte di fuoco fatta di droni e missili. Il testo mette in fila due fronti della stessa escalation: la sicurezza interna russa e l’offensiva aerea contro l’Ucraina.
Secondo quanto riportato da RIA Novosti, l’Fsb sostiene di aver sventato un “attacco terroristico” contro un alto funzionario del ministero della Difesa russo. Nella nota citata, l’agenzia di sicurezza afferma che due cittadini russi sarebbero stati fermati mentre pianificavano l’azione e che dietro il piano ci sarebbero i servizi segreti ucraini.
La ricostruzione contenuta nel testo parla di contatti con Kiev via Telegram: su indicazioni di un referente, i presunti attentatori avrebbero recuperato un ordigno rudimentale da un nascondiglio, fatto una ricognizione presso la residenza di un ufficiale russo e piazzato la bomba sotto la sua auto. L’Fsb avrebbe poi individuato e disinnescato l’ordigno.
Sul fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky scrive su X che “la notte scorsa” la Russia avrebbe lanciato “420 droni, per lo più Shahed, e 39 missili di vario tipo, 11 dei quali balistici”, colpendo “infrastrutture cruciali e palazzi”.
Zelensky segnala danni in otto regioni, con “molte case private e palazzi” e “decine” di feriti, “anche bambini”. Nel post vengono citati obiettivi specifici: infrastrutture per la fornitura del gas nella regione di Poltava e sottostazioni elettriche nelle regioni di Kiev e Dnipro. I soccorritori, aggiunge, sono al lavoro nelle regioni di Chernihiv, Zaporizhzhia, Kharkiv, Kirovohrad, Vinnytsia, Kiev e nella capitale.
Zelensky sostiene che “la maggior parte dei missili” sarebbe stata intercettata, ringraziando i “partner” che sostengono Kiev, ma ammette che ci sono stati anche attacchi andati a segno. Da qui l’insistenza su un punto: “missili per la difesa aerea servono ogni giorno”, perché — scrive — la Russia continua a tentare di distruggere il sistema energetico ucraino.