Martedì 24 Febbraio 2026

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Teocrazia Usa: i dieci comandamenti affissi nelle scuole e nelle università

A stabilirlo è la Corte d’appello di New Orleans, che ribalta una decisione precedente. L’esultanza della destra cristiana

24 Febbraio 2026, 19:40

Teocrazia Usa: i dieci comandamenti affissi nelle scuole e nelle università

Il confine tra religione e vita pubblica negli Stati Uniti diventa sempre meno marcato, come emerge da una recente sentenza. Nello Stato della Louisiana, i Dieci comandamenti possono essere esposti nelle scuole di ogni ordine e grado. Lo stesso può avvenire nei college e nelle università. A stabilirlo è stata la Corte d’appello per il Quinto circuito - considerata una delle più conservatrici negli Usa -, con sede a New Orleans.

I giudici hanno ribaltato una precedente decisione, che negava l’esposizione dei comandamenti affidati da Dio a Mosè sul Monte Sinai. Due anni fa una legge della Louisiana ha previsto l’affissione dei Dieci comandamenti nelle scuole e nelle università su insegne con dimensioni non inferiori ai 28 centimetri per 35. Inoltre, è stato stabilito che i comandamenti devono essere considerati «il fulcro centrale» della vita di ogni cittadino ed esposti «in un carattere grande e facilmente leggibile». Le insegne dovrebbero includere pure una dichiarazione in cui si afferma che i Dieci comandamenti sono stati una «parte importante dell’istruzione pubblica americana per quasi tre secoli».

La legge del 2024 è stata firmata dal governatore della Louisiana, Jeff Landry, e ha aperto un dibattito sulla presenza della religione e dei suoi simboli quali elementi caratterizzanti dei luoghi pubblici. Dopo la pubblicazione della sentenza della Corte d’appello, il governatore Landry ha affermato che «il buon senso sta tornando!». Le organizzazioni cristiane che si sono battute per l’esposizione dei Dieci Comandamenti nelle scuole hanno motivato tale atto sostenendo che non si tratta solo di un testo religioso, ma anche di un documento storico alla base del diritto americano e per questo in grado di preservare il «carattere laico» delle scuole pubbliche americane.

L’intervento dell’autorità giudiziaria non è detto che si sia esaurito con il verdetto della Corte di New Orleans. La legge sui Dieci comandamenti con ogni probabilità sarà sottoposta al vaglio dei giudici per valutare la costituzionalità. Diversi osservatori sottolineano l’importanza del Primo emendamento della Costituzione statunitense («Il Congresso non potrà emanare leggi per il riconoscimento di una religione o per proibirne il libero culto»), in merito alle scelte fatte due anni fa dalla Louisiana e agli orientamenti futuri. Nella sentenza della Corte d’appello di New Orleans si sono espressi a favore della presenza nelle scuole dei Dieci comandamenti 12 giudici, mentre 6 sono stati i voti contrari. I giudici dissenzienti hanno fatto leva sulla laicità dello Stato e sostenuto che i comandamenti sono «un testo sacro, tratto letteralmente dalle Scritture e non un mero codice morale o una reliquia storica».

Secondo il giudice distrettuale James L. Dennis (nominato dal presidente democratico Bill Clinton), la legge della Louisiana «rappresenta esattamente il tipo di istituzione che i padri fondatori avevano previsto e cercato di impedire». Il giudice distrettuale James Ho (nominato da Donald Trump) ha definito invece la legge della Louisiana «non solo costituzionale, ma anche in grado di affermare le più alte e nobili tradizioni della nostra nazione». Contrastanti altre prese di posizione. L’avvocato Joseph Davis, che ha rappresentato la Louisiana in giudizio, ha elogiato il coraggio della Corte d’appello per aver sostenuto la «tradizione consolidata dell’America nel riconoscere la fede nei luoghi pubblici». La «Freedom from Religion foundation», dal primo momento in prima linea per impedire l’affissione dei Dieci comandamenti, ha definito la sentenza «estremamente deludente» e ha osservato che la legge costringerà le famiglie degli studenti ad intraprendere altre battaglie giudiziarie. Alanah Odoms, direttrice esecutiva dell’«American Civil liberties union» della Louisiana, organizzazione che ha sostenuto alcune famiglie di studenti, ha definito «sbagliata» la decisione che consente di affiggere i Dieci comandamenti. «Si tratta – ha commentato Odoms – di una sentenza sbagliata e vile con conseguenze concrete per i nostri figli. Questa legge trasforma le aule delle scuole pubbliche, un luogo che dovrebbe essere sicuro e inclusivo, in un luogo di culto autorizzato dal governo».

La legge della Louisiana rientra in una campagna condotta e sostenuta dai gruppi cristiani conservatori per rafforzare la presenza della religione nei luoghi pubblici. L’obiettivo è coinvolgere la Corte Suprema, per avere una definitiva pronuncia. Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca le iniziative legislative dei repubblicani, anche con un'impronta religiosa, che coinvolgono le scuole pubbliche sono aumentate e la sponda della Casa Bianca farebbe ben sperare. Nel caso della legge della Louisiana si evidenzia che i Dieci comandamenti sono parte integrante del diritto statunitense. Chi critica questa impostazione fa notare che è a rischio la separazione tra religione e Stato.

Sul carattere non invasivo della religione in pubblico la Corte Suprema nel 2022 si è schierata a favore di un allenatore di una squadra di football di una scuola superiore, secondo il quale sussisteva il diritto costituzionale di pregare sulla linea delle 50 yard al termine di ogni partita. Il dibattito – e lo scontro - negli Stati Uniti sul confine tra religione e vita pubblica è destinato a farsi ancora più acceso. Trump di sicuro non vestirà i panni del pompiere.