Martedì 24 Febbraio 2026

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La guerra lampo di Vladimir Putin compie quattro anni

La Russia fino ad oggi avrebbe perso circa 1 milione e 300 mila soldati tra caduti, dispersi e feriti. L'analisi di Anna Zafesova

24 Febbraio 2026, 18:38

La guerra lampo di Vladimir Putin compie quattro anni

Tetiana Khimion, oggi cecchino dell'esercito ucraino, posa con una sua fotografia come insegnante di danza scattata prima della guerra (AP Photo/Sergei Grits)

Nel quarto anniversario della guerra di aggressione della Russia ai danni dell'Ucraina c'è ancora tanta incertezza su un eventuale cessate il fuoco. Allo stesso tempo sono chiare alcune cose. La guerra lampo era solo una illusione coltivata da Vladimir Putin e l'Ucraina ha dimostrato di essere degna del sostegno europeo; è parte integrante dell'Europa e non una questuante del “Vecchio continente”.

Dopo 1.461 giorni di guerra, gli approcci a Kyiv e Mosca sono differenti. Nella capitale ucraina Volodymyr Zelensky evidenzia ancora una volta il proprio pensiero: l'integrità territoriale non verrà intaccata. In una intervista alla Bbc il presidente ucraino ha inoltre affermato che Putin ha dato inizio nel 2022 alla Terza guerra mondiale. «La domanda - ha riflettuto Zelensky - è quanto territorio riuscirà a conquistare e come fermarlo. La Russia vuole imporre al mondo un diverso stile di vita e cambiare la vita che le persone hanno scelto per sé stesse». Vladimir Putin ha invece incontrato al Cremlino le vedove dei soldati caduti «eroicamente» sul fronte ucraino. Il presidente russo ha ribadito che la Federazione Russa sarà sempre al fianco delle mogli dei militari morti in difesa della patria e ha invitato le autorità a continuare a impegnarsi per sostenere le loro famiglie. Secondo Putin, sostenere i figli degli «eroi caduti» in Ucraina è «una responsabilità nazionale».

Il boss del Cremlino aveva previsto quattro anni fa una «guerra lampo». I fatti lo hanno smentito clamorosamente. La Russia fino ad oggi avrebbe perso circa 1 milione e 300 mila soldati tra caduti, dispersi e feriti. «Stiamo parlando - dice Anna Zafesova, giornalista de La Stampa e scrittrice - di cifre enormi. In tutte le città russe si può trovare un cimitero dedicato ai caduti in Ucraina. Si possono vedere lapidi e scuole dedicate ai soldati morti al fronte, che danno la misura dei danni di questa guerra. Lo stesso possiamo constatare in Ucraina, dove sono stati costruiti enormi cimiteri per ospitare le salme dei soldati scomparsi. Putin non lo ammetterà mai, ma il fallimento è sotto gli occhi di tutti, soprattutto se pensiamo alla potenza militare che il Cremlino aveva vantato. Stiamo parlando di una guerra territoriale e la Russia non è riuscita in quattro anni a conquistare due regioni dell'Ucraina. Detto questo, c'è un aspetto della guerra aerea in corso che è più devastante. Tutta l'Ucraina vive sotto l'attacco permanente dell'aviazione russa, dei missili e dei droni con danni ingenti, soprattutto alle infrastrutture civili, che impediscono alla popolazione pure di difendersi dal freddo».

Il 2025 ha segnato una impennata del numero dei morti tra i civili e quest'anno le trattative per il cessate il fuoco si sono di nuovo impantanate. «Siamo giunti a questo punto - osserva Zafesova -, perché le trattative partono da un presupposto falsato, nel senso che si svolgono non perché ci sia qualcosa su cui trattare, ma perché Donald Trump vuole che le parti si siedano attorno ad un tavolo. Sono due obiettivi abbastanza diversi. Voglio ricordare che ci avviciniamo ad un altro anniversario, quello del 28 febbraio, quando Donald Trump aggredì e umiliò alla Casa Bianca Volodymyr Zelensky».

Le parti in causa, in assenza di un autentico mediatore, è difficile che trovino dei punti di contatto per trattare. «Le posizioni ucraina e russa - commenta Zafesova - rimangono totalmente incompatibili. Mosca si sente forte grazie al fatto che Trump presta molto più ascolto di quanto faccia con Kiev. La Russia continua a chiedere una cessione dei territori ucraini, che non ha nemmeno conquistato militarmente. Pare che la Casa Bianca sia incline a sostenere questa proposta e che spinga Volodymyr Zelensky ad accettarla. Ovviamente, si tratta di qualcosa di inaccettabile. Gli ucraini non intendono cedere a Putin i territori e le persone che vi abitano ancora».

La situazione attuale, con la presenza di Trump alla Casa Bianca, rischia di portare a soluzioni contrarie al diritto internazionale. «Il riconoscimento dei territori ucraini occupati militarmente - conclude Anna Zafesova - non solo de facto, ma anche de iure, in favore della Russia, manderebbe in frantumi tutto il sistema di diritto internazionale o quel che ne resta dopo gli ultimi anni. Nel momento in cui viene consacrato il principio che i confini si possono cambiare con la forza, il giorno dopo si innescherebbero almeno altri dieci conflitti in giro per il mondo, di cui forse un paio anche in Europa. Così tutto quello che potevamo invocare per l'affermazione della pace, della giustizia e del diritto andrebbe a farsi benedire».

Ieri, alla vigilia del quarto anniversario della guerra, nel «Giorno dei difensori della patria», l'avvocatura istituzionale russa ha ricordato i professionisti che hanno onorato la toga con fedeltà, onore e coraggio. «Queste qualità - ha affermato Svetlana Volodina, presidente della Camera federale degli avvocati della Federazione Russa - sono importanti tanto per la professione legale quanto per i militari. Dopotutto, la nostra missione consiste nel difendere i diritti e la giustizia. Un ringraziamento speciale va ai colleghi che partecipano all'operazione militare speciale. Oggi ci sono 335 avvocati in servizio. Siamo in lutto per i caduti: 30 eroi sono morti sul campo di battaglia. La loro memoria rimarrà per sempre nei nostri cuori». Le parole della rappresentante dell'avvocatura russa non lasciano spazio a dubbi: fedeltà a Putin, dimenticando i legali finiti in carcere per aver difeso i diritti umani.