Martedì 24 Febbraio 2026

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Sanremo 2026

Conti dedica il Festival a Baudo e si commuove: «Il mio è un Sanremo baudiano»

La 76ª edizione nel segno di Pippo Baudo, con Laura Pausini tra gli ospiti “pilastro”. Gag con Fiorello e botta e risposta sulle voci su Meloni all’Ariston

24 Febbraio 2026, 10:21

Conti dedica il Festival a Baudo e si commuove: «Il mio è un Sanremo baudiano»

Carlo Conti e Laura Pausini al Festival di Sanremo 2026

Sanremo riparte da una parola che pesa come un’eredità: Baudo. Alla vigilia del via, Carlo Conti mette subito la cornice della 76ª edizione e la trasforma in un omaggio dichiarato a chi ha costruito la formula moderna del Festival. «Il mio è un Festival baudiano. Tocca a me fare il primo Festival senza Pippo Baudo», dice in conferenza stampa, e quando torna sul punto la voce si spezza: «Era doveroso dedicarlo a lui. Pippo ha dato tanto, tutti sanno quanto ha dato al Festival».

Un Festival “baudiano”: musica al centro e quel contorno di costume

Conti rivendica l’impianto: Sanremo come evento di costume, con la musica protagonista e tutto il collaterale fatto di chiacchiere e polemiche. «Questo deve essere il Festival della musica, con tante sonorità diverse», insiste, chiedendo che a guidare siano «spontaneità e leggerezza».

Accanto a lui c’è Laura Pausini, legata a doppio filo proprio a Baudo: nel 1993 trionfò tra le Nuove Proposte con La solitudine. Conti racconta di essersi mosso in anticipo: «Su di lei ho cominciato a lavorare dallo scorso marzo, con un primo pranzetto che abbiamo fatto insieme». E allarga il quadro: «Sono poi felice che ci siano pilastri della musica italiana come Laura, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli».

Anche con altri ospiti e co-conduttori, dice, l’idea è stata di costruire attesa: «Mi sono divertito un po’ a svelarli, in alcuni casi anche coinvolgendoli come successo con Giorgia Cardinaletti durante il Tg1».

Spazio all’ironia anche quando gli chiedono della concorrenza della Champions nelle prime due serate di Sanremo 2026: «Ero disperato ma per fortuna la Fiorentina gioca alle 18.45», risponde, citando la Conference league contro la Jagiellonia Białystok.

La conferenza si anima con la gag di Fiorello durante un collegamento telefonico con il direttore di Radio2 Giovanni Alibrandi. Lo showman scherza: «Carlo, lunedì se non hai impegni… sei il co-conduttore della Pennicanza da via Asiago. Chi la fa l’aspetti, perché hai chiamato dieci persone…». Poi il saluto alla sala stampa: «Avevamo nostalgia… Vi auguro veramente tante polemiche». E Conti taglia corto: «Non scherziamo».

A fine conferenza, Conti si improvvisa cantante al karaoke con Volevo essere un duro di Lucio Corsi. Alla domanda sulla dedica risponde: «Al presidente Mattarella e a tutti gli italiani… soprattutto a quelli che ci hanno regalato questa meravigliosa Repubblica».

Le voci su Meloni e la smentita: «Ospiti immaginari»

Sul possibile invito alla premier, Conti smorza: «Non credo che debba venire al Festival… è una cittadina libera, se compra il biglietto è libera di venire». E aggiunge: «Quando c’era Renzi ero per tutti renziano, ora solo meloniano?… per fortuna sono un uomo libero… orgogliosamente faccio il giullare».

Arriva poi la smentita della stessa Giorgia Meloni, che scrive sui social di una partecipazione «totalmente inventata», già smentita da Palazzo Chigi e poi da Conti, ma tornata a circolare. E chiude con una stoccata: «Il FantaSanremo è un gioco divertente… Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale… Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica».