Usa
Donald Trump cambia ancora le carte in tavola e alza subito la posta. Dopo l’annuncio dei dazi globali al 10%, il presidente degli Stati Uniti rilancia e porta le tariffe al 15%, rivendicando una scelta «con effetto immediato» e attaccando frontalmente la decisione della Corte Suprema che ha bocciato le tariffe imposte unilateralmente ai partner commerciali.
«Alzerò, con effetto immediato, i dazi globali del 10% al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%», scrive Trump su Truth, sostenendo che molti Paesi avrebbero «derubato» gli Stati Uniti «per decenni». Il presidente collega direttamente la mossa alla pronuncia dell’Alta Corte, definita «ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana».
Nel testo si ricorda che, dopo lo stop della Corte, Trump aveva già annunciato un dazio universale del 10% «in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio» e «per 150 giorni», proprio per aggirare l’autorizzazione del Congresso ed evitare il “problema” evidenziato dalla sentenza.
Trump segnala inoltre l’intenzione di continuare a usare le tariffe come leva: «Nei prossimi mesi, l’amministrazione Trump determinerà ed emetterà i nuovi dazi legalmente ammissibili», aggiunge, legando la strategia a un percorso che definisce di “successo” per «rendere l’America di nuovo grande».
Oltre ai dazi temporanei che ora intende fissare al 15%, il presidente fa sapere di voler portare avanti anche le indagini del Dipartimento del Commercio sul fronte delle tariffe.
Il presidente non accenna a distogliere l’attenzione dalla Corte. Dopo aver criticato chi si è espresso a favore della sentenza, Trump elogia invece i contrari: «Il mio nuovo eroe è il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Brett Kavanaugh e, naturalmente, i giudici Clarence Thomas e Samuel Alito».
Sul fronte europeo intervengono il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron. Entrambi elogiano l’operato della Corte e spingono per una risposta europea coordinata.
Merz annuncia: «Andrò a Washington con una posizione europea coordinata», definendo la sentenza di venerdì «un elemento rassicurante». E aggiunge: «La separazione dei poteri negli Stati Uniti sembra ancora funzionare, e questa è una buona notizia».
Macron richiama invece il tema dei «pesi e contrappesi» nelle democrazie e, sul piano commerciale, indica come regola più equa la «reciprocità», non l’essere «soggetti a decisioni unilaterali».