Domenica 22 Febbraio 2026

×

L'allarme

Intelligence Usa: «Cina verso nuove armi nucleari, ipotesi test segreto a Lop Nur»

Fonti citate indicano un presunto test nel giugno 2020 e lo sviluppo di sistemi più avanzati, anche con più testate. Pechino respinge: «Accuse infondate»

21 Febbraio 2026, 16:05

Intelligence Usa: «Cina verso nuove armi nucleari, ipotesi test segreto a Lop Nur»

INDUSTRIA NUCLEARE

Le agenzie di intelligence statunitensi guardano con crescente preoccupazione all’evoluzione dell’arsenale cinese. Secondo fonti informate citate nel testo, Washington ritiene che Pechino stia lavorando a una nuova generazione di armi nucleari e che, negli ultimi anni, possa aver condotto almeno un test esplosivo segreto.

L’ipotesi del test a Lop Nur e la moratoria dal 1996

Nella ricostruzione attribuita alle fonti, il punto più delicato è datato: nel giugno 2020 la Cina avrebbe effettuato in segreto un test nucleare nel sito di Lop Nur, nel nord-ovest del Paese, nonostante una moratoria autoimposta in vigore dal 1996.

Il test sarebbe stato reso pubblico “questo mese” da funzionari del Dipartimento di Stato e sarebbe collegato allo sviluppo di armi di nuova generazione, compresi sistemi capaci di trasportare più testate nucleari.

Un confronto nella intelligence Usa: dottrina cinese in cambiamento?

Sempre secondo il testo, le nuove valutazioni americane avrebbero aperto un confronto serrato nella comunità di intelligence sull’eventualità di un cambio della dottrina nucleare di Pechino. L’aumento degli investimenti e dei programmi di sviluppo, viene sostenuto, potrebbe non solo ridurre il divario con Mosca e Washington, ma perfino portare la Cina ad avere capacità tecnologiche che, al momento, non sarebbero disponibili neppure alle due maggiori potenze atomiche.

Ordigni tattici a basso potenziale e lo scenario Taiwan

Parallelamente, la Cina starebbe lavorando anche su ordigni nucleari tattici a basso potenziale, che finora non sarebbero mai stati inclusi nel suo arsenale. Secondo le fonti citate, si tratterebbe di strumenti pensati per un eventuale impiego in teatri regionali.

Tra gli scenari ipotizzati viene citata anche una possibile risposta a un intervento militare statunitense a difesa di Taiwan.

La replica di Pechino: «Ricostruzioni totalmente infondate»

Interpellato sulle conclusioni dell’intelligence americana, un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington respinge le accuse: gli Stati Uniti avrebbero «distorto e diffamato la politica nucleare della Cina» e le ricostruzioni sarebbero «totalmente infondate». Nella risposta, viene parlato di «manipolazione politica» finalizzata a mantenere un’egemonia nucleare e ad aggirare obblighi di disarmo.