Martedì 17 Febbraio 2026

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Il caso

Nuovi dubbi sulla morte di Jeffrey Epstein, un patologo contesta la versione del suicidio

Il medico presente rilancia l’ipotesi omicidio mentre emergono nuovi elementi dai file desecretati

16 Febbraio 2026, 08:20

08:21

Epstein files, ritardi nella pubblicazione: oltre due milioni di atti ancora al vaglio

Epstein

A quasi sette anni dalla morte di Jeffrey Epstein, il caso torna al centro del dibattito internazionale. Un patologo che partecipò all’autopsia del finanziere statunitense rimette in discussione la versione ufficiale del suicidio, chiedendo nuove indagini sulla dinamica del decesso.

Michael Baden, medico legale presente come osservatore per conto della famiglia Epstein, ha dichiarato al Telegraph di non condividere le conclusioni dell’Ufficio di medicina legale di New York, secondo cui l’imputato si sarebbe tolto la vita nell’agosto 2019 mentre era in carcere in attesa di processo per traffico sessuale.

Il patologo: «Lesioni compatibili con strangolamento»

Secondo Baden, gli elementi emersi dall’autopsia sarebbero più coerenti con un’ipotesi alternativa. «La mia opinione è che la morte sia stata molto probabilmente causata da una pressione da strangolamento piuttosto che da impiccagione», ha affermato il medico, aggiungendo che alla luce delle informazioni oggi disponibili sarebbe giustificata una nuova indagine.

Il patologo ha precisato di non aver eseguito direttamente l’esame autoptico, ma di avervi assistito come osservatore. A suo dire, già allora sarebbero serviti ulteriori accertamenti per stabilire con certezza cause e modalità della morte.

I file desecretati riaccendono i sospetti

A rilanciare il caso è stata la pubblicazione di milioni di documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia americano. Tra gli elementi che alimentano dubbi e polemiche, anche immagini di una persona in abiti arancioni nei pressi della cella di Epstein nelle ore precedenti al decesso, mai pienamente identificata.

Restano inoltre interrogativi su alcune registrazioni mancanti delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero potuto chiarire la dinamica dei fatti. Gli avvocati di Epstein hanno dichiarato di condividere le perplessità del patologo, affermando di non ritenersi soddisfatti delle conclusioni ufficiali.

Reazioni internazionali e nuove indagini

Il caso continua a produrre effetti anche sul piano politico e giudiziario. L’ex segretaria di Stato Hillary Clinton ha definito le informazioni contenute nei file «inquietanti e orribili», sottolineando però che la presenza di nomi nei documenti non implica automaticamente responsabilità penali.

Nel frattempo, la Procura di Parigi ha annunciato la creazione di una squadra speciale per analizzare i materiali e valutare eventuali profili di reato, mentre negli Stati Uniti il Congresso continua a chiedere maggiore trasparenza sui cosiddetti Epstein Files.