Giovedì 12 Febbraio 2026

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Scontro digitale

La Russia tenta di bloccare WhatsApp e rallenta Telegram

Meta denuncia un tentativo di oscuramento per spingere verso l’app statale Max, il Cremlino replica: «Serve rispetto delle leggi russe»

12 Febbraio 2026, 11:44

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Russia tenta di bloccare WhatsApp e rallenta Telegram

WhatsApp

La vicenda Russia WhatsApp segna un nuovo capitolo nello scontro tra le autorità di Mosca e le grandi piattaforme digitali occidentali. L’app di messaggistica di proprietà di Meta ha denunciato pubblicamente un tentativo del governo russo di bloccarne il funzionamento per spingere gli utenti verso un servizio controllato dallo Stato.

«Il governo russo ha cercato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà dello Stato», si legge in un messaggio pubblicato su X. Secondo l’azienda, escludere «più di 100 milioni di utenti dalla possibilità di comunicazioni private e sicure» rappresenterebbe «un passo indietro che non può che portare a minore sicurezza per le persone in Russia».

Meta assicura di «continuare a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi».

Il Cremlino: «Serve rispetto delle leggi russe»

La replica di Mosca è arrivata attraverso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che all’agenzia Tass ha chiarito la posizione ufficiale: «Si tratta di rispetto delle leggi russe».

«Se Meta si adeguerà, partirà un dialogo con le autorità russe e allora ci sarà l’opportunità di raggiungere un accordo. Se la società continuerà a dimostrare assoluta mancanza di volontà di rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità», ha aggiunto Peskov.

Nel frattempo, le autorità russe stanno incoraggiando i cittadini a utilizzare Max, applicazione lanciata dal gruppo VK, pensata come alternativa nazionale e integrata con servizi governativi e pagamenti.

Telegram rallentato, cresce il controllo digitale

Parallelamente, anche Telegram è finito sotto pressione. L’authority russa sulle telecomunicazioni, Roskomnadzor, ha deciso di iniziare a «rallentare» il servizio nel Paese a partire dal 10 febbraio, secondo quanto riportato dai media russi.

Utenti in diverse regioni lamentano interruzioni e download rallentati. Roskomnadzor sostiene che WhatsApp e Telegram sarebbero utilizzate per organizzare attacchi terroristici, reclutare estremisti e commettere frodi. Già dall’agosto 2025 erano state bloccate le chiamate tramite le due app.

La Duma di Stato ha spiegato che il rallentamento di Telegram sarebbe legato a una collaborazione ritenuta insufficiente con le autorità in indagini su presunta «diffusione di materiale proibito».