Mercoledì 11 Febbraio 2026

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Albanese: «Israele nemico dell’umanità». E Parigi chiede le dimissioni

Per i parlamentari francesi le dichiarazioni pubbliche della relatrice Onu si inserirebbero in una retorica “sistematicamente ostile” e conterrebbero espressioni assimilabili all’antisemitismo

11 Febbraio 2026, 19:04

Albanese: «Israele nemico dell’umanità». E Parigi chiede le dimissioni

La Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi. A formalizzare la richiesta è stato il ministro dell’Europa e degli Affari esteri Jean-Noël Barrot, che ha parlato di “dichiarazioni oltraggiose e colpevoli”, accusando la giurista italiana di aver preso di mira “non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione”, circostanza definita “assolutamente inaccettabile”.

La decisione dell’esecutivo arriva dopo una forte pressione parlamentare. Martedì 10 febbraio un ampio collettivo di eletti francesi ha indirizzato una lettera al capo della diplomazia chiedendo di agire contro Albanese e di adoperarsi perché venga “sanzionata e privata di qualsiasi mandato onusiano”. L’iniziativa, promossa dalla deputata Caroline Yadan, è stata sottoscritta da una quarantina di parlamentari della maggioranza macronista, tra cui Olivia Grégoire, Agnès Pannier-Runacher, Franck Riester, Prisca Thévenot, Sylvain Maillard, Éric Woerth e l’ex premier Élisabeth Borne.

I firmatari ricordano di aver già sollecitato il Quai d’Orsay nel marzo 2025, denunciando prese di posizione ritenute “radicali, parziali e incompatibili con le esigenze di imparzialità” legate al mandato esercitato presso il Consiglio dei diritti umani dell’Onu. A loro avviso, le dichiarazioni pubbliche della relatrice si inserirebbero in una retorica “sistematicamente ostile a Israele” e conterrebbero espressioni assimilabili all’antisemitismo.

La nuova mobilitazione fa seguito a un intervento del 7 febbraio durante un forum organizzato da Al-Jazeera a Doha, alla presenza – secondo i firmatari – di esponenti di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano. In quell’occasione Albanese avrebbe definito Israele un “nemico comune dell’umanità”, formula che i parlamentari qualificano come archetipo dell’antisemitismo storico e contemporaneo. Nella loro lettera sostengono che simili parole oltrepassino il perimetro della libertà d’opinione, configurando una visione “complottista ed eliminazionista” che assimilerebbe lo Stato ebraico a un male assoluto e metterebbe in pericolo gli ebrei nel mondo. Richiamano inoltre la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, secondo cui la delegittimazione dello Stato di Israele può rientrare tra le sue manifestazioni.

Sulla base di queste accuse, Jean-Noël Barrot ha annunciato all’Assemblea nazionale di aver richiesto, a nome della Francia, le dimissioni della relatrice. Parallelamente, tuttavia, la frase incriminata è oggetto di contestazione: secondo altre ricostruzioni, l’espressione attribuita ad Albanese non sarebbe stata pronunciata nei termini citati nella lettera dei parlamentari. Nonostante ciò, la pressione politica ha prodotto un passo formale della diplomazia francese, aprendo un nuovo capitolo nella controversia che circonda il mandato della relatrice speciale per i Territori palestinesi.