Venerdì 13 Febbraio 2026

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Dall’ Irlanda ai lager texani dell’ ICE: il calvario di Seamus Culleton

Rapito a settembre a Boston è ancora detenuto ora teme per la sua vita e chiede aiuto a Dublino

11 Febbraio 2026, 17:41

Dall’ Irlanda ai lager texani dell’ ICE: il calvario di Seamus Culleton

Un cittadino irlandese si trova da cinque mesi in un centro di detenzione dell’ICE e dice di temere per la sua vita. Seamus Culleton, originario di Glenmore nella contea di Kilkenny, vive a Boston da più di 15 anni dove conduce un’impresa edilizia, ed è sposato con una cittadina statunitense. A settembre mentre stava tornando a casa da un Home Depot, catena di negozi di bricolage molto diffusa negli Stati Uniti, quando è stato arrestato da agenti dell’ICE e spedito in un centro di detenzione dell’agenzia federale in Texas, a 4mila chilometri da Boston.

L’uomo è riuscito a mettersi in contatto dal centro di detenzione di El Paso con la trasmissione Liveline di Raidió Teilifís Éireann (RTE), emittente radiotelevisiva di Stato della Repubblica d’Irlanda, e ha raccontato di non sapere «cosa potrebbe succedere ogni giorno. Non sai se ci saranno rivolte, non sai cosa succederà, è un incubo quaggiù» e ha aggiunto di temere «per la mia vita».

Il centro di detenzione sarebbe composto «da un mucchio di tende temporanee» e secondo quanto descritto da Culleton «probabilmente c’è spazio per mille detenuti in ogni tenda» e la struttura sarebbe dotata di «cinque tende». Le condizioni detentive secondo il racconto di Culleton sarebbero piuttosto dure. «Ho pochissimo tempo da poter passare all'aperto, niente aria fresca, niente sole - ha detto Culleton -abbiamo due televisori sul muro, ci sono 72 detenuti qui in totale. Riceviamo tre pasti al giorno, pasti molto molto piccoli, pasti per bambini, quindi tutti hanno fame». Inoltre gli spazi sarebbero «sporchi», i bagni «sgradevoli» e «raramente puliti».

Culleton ha descritto alla radio irlandese le modalità del suo arresto. Il 9 settembre scorso dopo aver riportato degli attrezzi in un negozio Home Depot, è risalito sul furgone e si è diretto verso casa, a quel punto si è accorto di essere seguito da una macchina. «Dopo circa due minuti mi sono reso conto che c'era un'auto che mi seguiva, una Ford, una blu, e sembrava sospetta perché il ragazzo alla guida aveva questi occhiali da sole riflettenti blu intenso - ha raccontato l’uomo - mi ha seguito per un altro paio di minuti dopodiché ha acceso le luci blu e poi dal nulla sono spuntate altre sette o otto auto e un gruppo di agenti al finestrino del furgone, che mi dicevano di abbassare il finestrino».

Culleton ha eseguito l’ordine impartito dall’agente federale. «Ho rispettato tutto quello che dicevano. Mi hanno chiesto se avevo la Green Card, ho detto di no, ho detto che ero sposato con una cittadina e che avevo una procedura basata sul matrimonio in atto e che stavo per ricevere la mia Green Card e che sono in possesso di un permesso di lavoro» che gli era stato rilasciato il mese precedente.

Nonostante la procedura in atto e il permesso però gli agenti dell’ICE hanno comunque arrestato Culleton. «Non sapevo davvero cosa pensare. Immagino che quando sono stato gettato nella cella di detenzione a Burlington, nel Massachusetts, è stato allora che ho capito che forse non sarei uscito da qui», ha proseguito Culleton nel suo racconto a RTE, aggiungendo che durante il processo gli agenti hanno provato senza successo a fargli firmare dei documenti per eseguire la sua deportazione. La moglie, Tiffany Smyth, ha raccontato a Liveline che «gli hanno lasciato fare una telefonata di meno di un minuto. Gli ho solo chiesto se stava bene e se sapeva dove stava andando e lui ha detto ‘no, non mi stanno dicendo niente’.

Mi ha detto dove aveva parcheggiato il suo furgone da lavoro perché dovevo andare a prenderlo. E poi è stato tutto, il telefono ha riattaccato e da allora non ho più avuto sue notizie per quasi una settimana».

Ora Culleton, date le condizioni di detenzione, teme per la sua vita e ha chiesto soccorso ai politici irlandesi. «Mi piacerebbe molto che cercaste di farmi uscire da qui, fate tutto il possibile, per favore. Voglio dire, voglio solo tornare alla mia vita. È una tortura e non so per quanto ancora potrò sopportarla» ha detto Culleton in un appello disperato.

Il deputato di Fianna Fáil per Carlow-Kilkenny, John McGuinness ha detto che «bisogna agire ora», mentre la senatrice dei Social Democratici, Patricia Spehenson, ha affermato che la situazione è devastante per la famiglia Culleton e che è necessaria un'azione credibile.