Sabato 07 Febbraio 2026

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L’orgia del potere: alla corte di Epstein lolite, principesse, populisti e liberal

L’ isola del miliardario era una repubblica personale, fatta di aerei, ville e depravazione, nella quale i potenti si riconoscevano tra loro al di sopra di qualsiasi legge

07 Febbraio 2026, 17:41

Epstein files, ritardi nella pubblicazione: oltre due milioni di atti ancora al vaglio

Epstein

«E, per quanto riguarda la storia dei costumi, La Rochefoucauld osservava già che le dissolutezze di Eliogabalo ci sorprenderebbero meno, se si conoscesse meglio la storia segreta dei nostri contemporanei».

Gli Epstein files sono la storia segreta dei nostri contemporanei, dei potenti contemporanei.

La citazione è tratta da "Con beneficio di inventario" di Marguerite Yourcenar, nelle pagine in cui commenta l'Historia Augusta, che lesse e studiò molto attentamente nella preparazione delle "Memorie di Adriano", il suo capolavoro.

Quello che si comincia a leggere nei files ci rimanda a quel mondo, l'isola di Epstein come la Capri di Tiberio, che scelse "perché vi si giungeva da un solo lato, su una spiaggia ristretta, in quanto era circondata da rocce a picco, di grande altezza, e da un mare profondo".

"Ritornato nella sua isola - continua Svetonio raccontando di Tiberio - con il favore della solitudine e lontano, per così dire, dallo sguardo della città, egli finalmente lasciò affiorare tutti i vizi che per molto tempo aveva tenuti nascosti. Gli si attribuiscono turpitudini anche peggiori e tali che appena si ha il coraggio di descrivere o intendere e quasi si stenta a credere".

In particolare, nei confronti di "fanciulli di tenerissima età".

Di ogni imperatore, che fossero i primi di Svetonio, o quelli della decadenza dell' Historia , ci viene descritta la depravazione, piccola o grande che fosse, originata dal considerarsi, per la posizione che occupavano, al di sopra di quelle leggi e norme che regolano la vita degli uomini comuni.

Le leggi sono per gli altri, noi ne siamo esenti, sembrano dirci sia quegli imperatori, sia i frequentatori di Epstein, il cui genio malefico è stato proprio quello di costituire un mondo, uno spazio fisico, una Repubblica personale, fatta di aerei Lolita, ville e isole, nel quale i potenti potessero sentirsi cittadini, pari con pari tra superiori.

In questa Repubblica epsteiniana le leggi "di fuori" non contano più. All'esterno, un Noam Chomsky, in pubblico fustigatore delle oligarchie e dei privilegi, mai e poi mai spartirebbe qualcosa con miliardari e reali, ma lì, in quella Repubblica, dà consigli a Epstein su come affrontare la gigantesca montagna di letame che sta per sommergerlo.

E lo stesso fa l'ambasciatrice Lisa Svensson, punta di diamante della diplomazia ambientalista svedese, che lo rassicura: nessuno prende sul serio quelle accuse.

Quell'ambasciatrice che di giorno pubblica saggi su sviluppo sostenibile e lotta al cambiamento climatico, e di notte frequenta chi ha l'ambiente come ultima delle preoccupazioni.

Solo due casi, di persone che mai si immaginerebbe vicini a quel mondo, ma chissà quanti ne verranno fuori nei prossimi mesi, mano a mano che si leggeranno le milioni di pagine.

Ma lì si faceva anche politica, finanziando l'estrema destra anti europea, indipendentemente e in contrasto con le politiche ufficiali degli Stati dei quali si è cittadini, tanto che alla fine non si sa più, visto il corso successivo degli eventi, a partire dalla Brexit, se ad incidere maggiormente siano state le politiche dei Governi, o quelle della Repubblica di Epstein.

Senso di impunità, delirio di onnipotenza, mancanza di quei limiti basilari che leggi e norme obbligano a rispettare: la Repubblica di Epstein ne era al di sopra, un luogo nel quel il suo Presidente dava a maniaci convinti di essere superiori la possibilità di essere dei Tiberio o degli Eliogabalo, tra giovani fanciulle in tenera età da usare "per il proprio godimento" (direbbe Svetonio), ma anche un luogo nel quale si architettavano, per propri interessi, ovviamente ritenuti superiori, politiche che richiedevano la manipolazione di milioni di persone e che mai avrebbero potuto essere perseguite alla luce del sole.

Una Repubblica di eletti che, proprio perché tali si ritenevano, consideravano il resto dell'umanità un gregge o da condurre, o da mandare al macello per divorarlo.