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Europa

Catalogna, la Corte Ue annulla la revoca dell’immunità a Puigdemont, Comín e Ponsatí

Decisioni del Parlamento europeo invalidate per difetto di imparzialità del relatore. Cancellate anche le sentenze di primo grado

06 Febbraio 2026, 13:44

Catalogna, la Corte Ue annulla la revoca dell’immunità a Puigdemont, Comín e Ponsatí

CARLES PUIGDEMONT

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha annullato le decisioni con cui il Parlamento europeo aveva revocato l’immunità parlamentare agli eurodeputati catalani Carles Puigdemont, Antoni Comín e Clara Ponsatí. La Corte ha ritenuto che la nomina del relatore incaricato di esaminare le richieste di revoca fosse contraria al requisito di imparzialità, vizio che rende invalide le relazioni poste a fondamento delle decisioni parlamentari.

La vicenda trae origine dai procedimenti penali avviati in Spagna dopo il referendum di autodeterminazione del 1° ottobre 2017 in Catalogna. All’epoca, Puigdemont era presidente della Generalitat, mentre Comín e Ponsatí erano membri del governo autonomo. Nel marzo 2018 il Tribunale Supremo spagnolo aveva incriminato i tre per presunti reati di insurrezione e malversazione di fondi pubblici. Poiché gli imputati avevano lasciato il Paese, i procedimenti erano stati sospesi e accompagnati dall’emissione di mandati di arresto.

Dopo l’elezione al Parlamento europeo nel maggio 2019, il Tribunale Supremo spagnolo aveva chiesto la revoca dell’immunità dei tre deputati. Il Parlamento aveva accolto le richieste il 9 marzo 2021. Gli interessati avevano quindi impugnato tali decisioni dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, che con sentenza del 5 luglio 2023 aveva respinto i ricorsi. Da qui l’impugnazione davanti alla Corte di giustizia, che oggi ha annullato sia la sentenza del Tribunale sia le decisioni del Parlamento.

Nel motivare la decisione, la Corte ha richiamato una regola interna del Parlamento volta a garantire l’imparzialità: il relatore non può appartenere allo stesso gruppo politico del deputato la cui immunità è in discussione, poiché affinità politiche possono generare dubbi legittimi sull’assenza di pregiudizi. Il Tribunale, secondo la Corte, ha errato nel ritenere irrilevante che il relatore nominato appartenesse allo stesso gruppo politico cui appartenevano esponenti del Vox, partito che aveva promosso i procedimenti penali contro i deputati catalani.

La Corte ha inoltre censurato l’omessa valutazione di un elemento decisivo: il 6 marzo 2019 la persona poi nominata relatore aveva organizzato un evento dal titolo “La Catalogna è Spagna”, al quale aveva partecipato il segretario generale di Vox. In quel momento Vox aveva già avviato i procedimenti penali. Per la Corte, l’organizzazione di quell’evento era idonea a indicare non solo un sostegno alle posizioni politiche del partito sulla Catalogna, ma anche una posizione favorevole al perseguimento penale dei deputati interessati.

Poiché le decisioni del Parlamento si fondavano su relazioni che avrebbero dovuto essere considerate invalide, la Corte le ha annullate integralmente.