Asia
l’ex ministro della Giustizia Tang Yijun
Un tribunale cinese ha condannato all’ergastolo l’ex ministro della Giustizia Tang Yijun, in carica tra il 2020 e il 2023, riconoscendolo colpevole di aver accettato tangenti per quasi 20 milioni di dollari. A darne notizia è stata l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
La sentenza prevede anche la perdita dei diritti politici a vita, la confisca di tutti i beni personali e il recupero di quelli ottenuti illegalmente, che saranno trasferiti al Tesoro dello Stato. Secondo il tribunale, Tang avrebbe sfruttato le cariche ricoperte tra il 2006 e il 2022 per «avvantaggiare terzi» in una serie di operazioni economiche e giudiziarie, in cambio di denaro e regali.
Nel dettaglio, l’ex ministro avrebbe utilizzato la propria influenza in quotazioni in borsa, acquisti di terreni, prestiti bancari e cause giudiziarie, incassando complessivamente 137 milioni di yuan, pari a circa 19,7 milioni di dollari e 16,7 milioni di euro. Oltre al ruolo di ministro della Giustizia, Tang Yijun è stato anche numero due del Partito Comunista Cinese nella provincia di Zhejiang e governatore della provincia di Liaoning, posizioni che, secondo l’accusa, gli avrebbero consentito di esercitare un potere determinante nelle decisioni amministrative ed economiche.
La condanna arriva a pochi giorni dall’annuncio di un’indagine nei confronti di Wang Xiangxi, attuale responsabile della gestione delle emergenze, accusato di «gravi violazioni della disciplina e della legge», una formula ricorrente nel linguaggio ufficiale cinese per indicare casi di corruzione. A gennaio, inoltre, Pechino ha reso noto di aver avviato accertamenti anche su Zhang Youxia, il generale di più alto rango dell’Esercito popolare di liberazione dopo il presidente Xi Jinping.
Questi procedimenti rientrano nella vasta campagna anticorruzione lanciata da Xi Jinping sin dal suo arrivo al potere nel 2012. L’operazione ha coinvolto negli anni alti funzionari del Partito, del governo, dell’esercito e delle grandi aziende statali, con numerose condanne per tangenti milionarie e abusi di potere.
Secondo i dati ufficiali, nel solo 2025 le autorità cinesi hanno indagato su 115 funzionari di rango provinciale, ministeriale o superiore. Un’intensificazione dei controlli che coincide con l’avvio del XV Piano Quinquennale (2026-2030) e con il rafforzamento del sistema di disciplina interna del Partito.