Martedì 03 Febbraio 2026

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Allarme globale

Medvedev avverte: «Rischi molto alti di guerra mondiale, soglia nucleare sempre più bassa»

Il vice capo del Consiglio di sicurezza russo parla di contatti con gli Usa ma avverte: il quadro resta estremamente pericoloso

02 Febbraio 2026, 11:30

Medvedev avverte: «Rischi molto alti di guerra mondiale, soglia nucleare sempre più bassa»

Medvedev

I rischi guerra mondiale «sono molto alti» e non mostrano segnali di riduzione. A lanciare l’allarme è Dmitry Medvedev, oggi vice presidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, che torna a usare toni durissimi sullo scenario internazionale a quasi due anni dall’inizio della guerra di Mosca contro l’Ucraina.

Medvedev riconosce che nelle ultime settimane sono stati riavviati i contatti con gli Stati Uniti, un elemento che definisce positivo, ma insufficiente a ridurre le tensioni complessive. «È vero che abbiamo ripreso i contatti con gli Stati Uniti e questo non può che farci piacere. E abbiamo avviato consultazioni su una vasta gamma di questioni, incluso la soluzione del conflitto in Ucraina», ha affermato, precisando però che «la situazione più ampia è molto pericolosa».

Secondo il dirigente russo, nonostante il dialogo, «non si può escludere un conflitto globale» e i rischi «sono molto alti e non sono diminuiti». Medvedev rivendica il peso delle sue valutazioni anche alla luce del ruolo istituzionale che ricopre, sottolineando come l’attuale contesto internazionale presenti elementi di instabilità senza precedenti.

Nel suo ragionamento, uno dei fattori più critici è il cambiamento dell’atteggiamento verso le armi nucleari. Da ex presidente della Federazione Russa, Medvedev indica come pericolo principale la diminuzione della soglia dell’accettabile nell’uso della deterrenza. «L’atteggiamento dei Paesi sull’impiego del nucleare è cambiato dall’epoca della guerra fredda», ha spiegato, osservando che tali mutamenti si sarebbero accentuati negli anni più recenti.

Il rischio, secondo Medvedev, è quello di una spirale incontrollabile: «Un Paese nucleare attacca e una risposta. Un altro attacco e di nuovo una risposta. E infine, la risposta ultima sarà di natura devastante». Una dinamica che, a suo avviso, potrebbe condurre rapidamente a un punto di non ritorno.