Sabato 31 Gennaio 2026

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Media internazionali

Trump valuta nuove opzioni militari contro l’Iran con raid, attacchi mirati e pressione diplomatica, ma resta in bilico

Washington amplia le possibili risposte militari per colpire Teheran, tra raid di forze speciali e misure contro il programma nucleare, mentre si cerca di evitare l’escalation

30 Gennaio 2026, 10:19

Trump si riprende il cortile di Casa e mostra al mondo la forza degli Usa

Trump, presidente Usa

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto un pacchetto più ampio di opzioni militari da parte dei suoi collaboratori, includendo scenari che vanno oltre quelli considerati nelle ultime settimane, con l’obiettivo di esercitare pressione su Teheran per frenare il suo programma nucleare e missilistico e limitare il suo sostegno a gruppi armati nella regione. Secondo quanto riportato da varie fonti della stampa internazionale, tra cui il New York Times, tra le possibilità allo studio figurano alternative che spaziano da attacchi mirati contro specifici obiettivi militari o politici iraniani fino a ipotesi di raid da parte di unità speciali statunitensi all’interno del territorio iraniano.

Una delle principali richieste avanzate da Washington in questo contesto è che l’Iran fermi completamente l’arricchimento dell’uranio, riduca le proprie riserve di materiale fissile e ponga limiti stringenti al suo programma di missili balistici oltre a interrompere il sostegno a gruppi come Hamas o Hezbollah, ritenuti una minaccia per la sicurezza regionale. Tuttavia, secondo diverse fonti ufficiali, queste condizioni sono difficili da accettare per il governo di Teheran, che ha definito qualsiasi attacco come un atto di guerra e ha avvertito di possibili ritorsioni dirette.

Nonostante il quadro militare, la Casa Bianca continua a dichiararsi aperta a soluzioni diplomatiche, usando la minaccia della forza come leva negoziale. In parallelo, Trump ha sottolineato che la sua intenzione sarebbe di evitare l’uso effettivo delle forze armate se l’Iran fosse disposto a riprendere il dialogo e a soddisfare le richieste statunitensi.

Le opzioni sul tavolo includono anche attacchi a siti nucleari non completamente distrutti da precedenti offensive aeree, nonché azioni congiunte con alleati come Israele per colpire il programma missilistico iraniano, che alcune agenzie di intelligence considerano in parte ricostruito dopo conflitti recenti.

Sul piano internazionale, aumentano gli sforzi diplomatici per evitare un’escalation del conflitto: potenze regionali come Turchia, Qatar e Emirati Arabi Uniti stanno intensificando i contatti per mediare tra Washington e Teheran, ribadendo l’importanza di una soluzione negoziata e avvertendo sui rischi di un conflitto più ampio.